È abbastanza chiaro a tutti che gestire la stagione balneare in arrivo non sarà semplice, soprattutto a Sabaudia, visti i chilometri di spiaggia libera da "sorvegliare". Gli uffici comunali sono al lavoro tenendo conto di quanto disposto a livello nazionale e dalla Regione, nonché delle tematiche affrontate negli incontri con i sindaci che si sono tenuti per l'appunto a Roma presso la Regione Lazio. L'emergenza Covid-19 impone di evitare assembramenti e quindi per la città delle dune si è pensato di gestire la fruizione della spiaggia con prenotazione mediante una App e utilizzando dei varchi.

Questo almeno quanto trapelato fino ad ora. Per il consigliere del gruppo misto di minoranza Massimo Celebrin, le informazioni fornite non sono sufficienti, considerando che la stagione estiva è davvero alle porte. E quindi pone degli interrogativi facendosi portavoce anche delle domande arrivate da alcuni cittadini preoccupati. «Riguardo la fantomatica App - commenta Celebrin - non è assolutamente stato chiarito nessun aspetto applicativo. La prenotazione sarà giornaliera/settimanale; sarà possibile prenotare solo mezza giornata? Che succede se si prenota e non si accede al servizio? Per i residenti saranno previste facilitazioni?». Domande, tante, a cui si dovrà dare risposta.

Si chiede di sapere, ad esempeio, se l'utilizzo della App realmente serve per la regolamentazione delle persone o delle automobili sul lungomare. «Oltre a dare per scontato in modo fuorviante che sia agevole per tutti questo eccesso di informatizzazione spersonalizzante», aggiunge Celebrin, che teme che questo possa solo creare «confusione e caos in un momento in cui cittadini, operatori e turisti avrebbero bisogno di certezze e trasparenza». «Le soluzioni - ritiene - dovrebbero basarsi su criteri di semplicità e facilitazione utilizzando le risorse presenti in modo tale da offrire un'immagine di Sabaudia inclusiva e accogliente». Ma quindi quale potrebbe essere una soluzione? Per il consigliere, quella di usare risorse dal territorio che darebbero al contempo lavoro.

«Non sarebbe più logico mettere degli ausiliari, due per ogni accesso alle spiagge (uno su strada e uno sulla spiaggia) che, comunicando tra di loro, aggiornino sul traffico del lungomare e sulla disponibilità di posti? Oltretutto visto il periodo di difficoltà economica di molte famiglie potrebbe essere l'occasione per dare lavoro. Perché non pensare a un semaforo segnalatore come per certi parcheggi? Misure che sarebbero finanziate con una parte dei fondi, 344mila euro che la Regione Lazio ha stanziato. Sfugge la ragione per cui la prima scelta del Sindaco e del suo entourage sia sempre quella di scaricare responsabilità o chiedere volontariato alle associazioni del territorio, alle quali viene spesso a mancare un supporto pubblico di ordine economico durante l'anno». Dunque, intanto si chiede di iniziare a spiegare come funzionerà la App, e poi se esistano soluzioni alternative anche semplicemente per chi potrebbe avere difficoltà ad usarla. Una App potrebbe non bastare.