Sono oltre 9,4 milioni i viaggiatori stranieri che lo scorso anno hanno scelto il mese di giugno per fare un vacanza in Italia. Numeri che dovevano essere raggiunti (o magari superati) anche quest'anno, sui quali però ora grava una pesante incognita per i vincoli posti da diversi Paesi e per le preoccupazioni e la crisi causate dall'emergenza Covid. Questo è quanto emerge da un' analisi della Coldiretti sulla base dei dati Bankitalia in occasione dell'apertura delle frontiere nazionali senza bisogno di quarantena ai cittadini europei a partire dal 3 giugno , mentre occorrerà attendere il 15 giugno per quelli che giungono da fuori dei confini comunitari.

Gli stranieri rappresentano il 59% dei pernottamenti complessivi nelle campagne è per questo che bisogna focalizzarsi sugli agriturismi, agevolandone la ripresa. Proprio ieri si è tenuta a tal proposito una nuova videoconferenza organizzata da Coldiretti e Terranostra al fine di affrontare le problematiche relative alla ripresa degli agriturismi nel Lazio. Un incontro fortemente voluto dal Direttore di Coldiretti di Frosinone e Latina Carlo Picchi che ha invitato la Direttrice di Coldiretti Lazio Sara Paraluppi e  che arriva subito dopo il ponte del 2 giugno dove è stato registrato - come ha subito denunciato la Paraluppi - un calo dell'80% di presenze negli agriturismi laziali secondo la stima effettuata da Coldiretti Lazio rispetto allo scorso anno sulla base delle prenotazioni indicate da Terranostra .

"L'Italia è leader mondiale nel turismo rurale con 24mila strutture agrituristiche in grado di offrire 253mila posti letto e quasi 442 mila posti a tavola per un totale di 14 milioni di presenze lo scorso anno- ha dichiarato la Direttrice di Coldiretti Lazio continuando - se guardiamo al Lazio conta circa 1280 strutture e oltre 15 mila posti letto , ma senza una svolta decisa l'agriturismo rischia di perdere un miliardo di euro nel corso del 2020. Solo durante gli ultimi tre mesi ammontano a 81 milioni le presenze turistiche, italiane e straniere, perse per effetto del lockdown è per questo che bisogna agire prontamente e in modo concreto per risollevare il settore".

Settore rappresentato ieri in videoconferenza dalla Presidente di Terranostra Lazio Cristina Scappaticci , proprietaria dell'agriturismo " Valle Reale" di Arpino e Stefano Franchini dell'agriturismo "Oasi Serena" di Borgo Baisnizza. "Si riparte lentamente - hanno detto - ma siamo pronti a fare la nostra parte".

"È una partenza a due velocità per gli agriturismi – ha rilevato la Scappaticci - lenta per le aziende agricole che fanno solamente pernottamento, leggermente più sprint invece il via dopo il confinamento per le imprese che nel paniere dell'ospitalità rurale hanno la ristorazione con prodotti tipici locali. Ad accomunare entrambi gli scenari, comunque, saranno i maggiori costi che la gestione della multifunzione richiede in questa Fase 2 dell'emergenza coronavirus e l'incognita sulla risposta degli ospiti".

"L'agriturismo può svolgere davvero un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy nella Fase 2 - ha evidenziato il direttore Carlo Picchi a conclusione dell'incontro - perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità per la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne - aggiungendo che - in quasi 2 comuni italiani su tre sono presenti strutture agrituristiche , con una netta prevalenza dei piccoli comuni dove nasce il 92% delle tipicità agroalimentari Made in Italy''.