Il rischio che molti centri e colonie estive non potessero aprire i battenti fornendo un servizio essenziale per molte famiglie, è stato concreto fino a poco tempo fa soprattutto a fronte di una mole di documenti da presentare in tempi brevi e a causa della confusione delle norme e dei cavilli burocratici che stanno ingarbugliando tante questioni divenute più complesse con i protocolli anti Covid-19. Per fortuna l'ordinanza della Regione Lazio del 5 Giugno 2020 n. 46 e le linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome n. 20/83/CR01/COV19 hanno consentito di tirare un sospiro di sollievo, laddove smarcano la Asl dal rilascio di specifiche autorizzazioni sul progetto Covid 19 che ogni centro doveva presentare e stabiliscono che «non è prevista approvazione della proposta organizzativa dei centri da parte delle Aziende sanitarie locali. Inoltre, non sono previste certificazioni dello stato di salute da parte del pediatra per l'ammissione al centro». Ora l'Assessorato alla Pubblica Istruzione sta per pubblicare il nuovo Avviso per l'autorizzazione dei Centri Estivi, con l'adeguamento a queste norme.

La più rivelante delle novità riguarda i privati che vogliono aprire i centri estivi e che non hanno l'autorizzazione all'apertura: possono ottenerla presentando la domanda senza avere un preventivo parere della ASL e compilando il Modulo 1 allegato all'Avviso. L'Amministrazione allo scopo di favorire l'accoglienza nei centri estivi di bambini e adolescenti con disabilità, compatibilmente con le risorse disponibili, mette a disposizione gli assistenti animatori che normalmente durante l'attività scolastica sono incaricati di fornire l'assistenza scolastica specialistica così da garantire il rapporto numerico 1/1 tra operatore e bambino o adolescente. Sarà messo a disposizione dei centri estivi, se sprovvisti di servizio di ristorazione, anche il servizio mensa scolastica alle medesime tariffe praticate durante l'anno scolastico. La situazione non è facile anche perché i Comuni hanno dovuto, ovviamente, aspettare le norme conseguenti di Stato e Regioni, arrivate in extremis e a pochi giorni da quella che doveva essere la data effettiva di apertura.

E con il risultato che tanti centri qualificati hanno dovuto dimostrare quello che fanno già da anni, come adottare precauzioni che sono la prima regola quando si parla di lavoro con i minori. Ora al Comune spetta gestire le domande in tempi record ma la novità positiva è anche che queste autorizzazioni avranno la durata di 3 anni.

Finora il Comune ha autorizzato 2 strutture su 11 domande esaminate delle 19 complessive arrivate agli uffici, che potranno riaprire da lunedì. Di queste 11 domande a otto è stata richiesta una integrazione dei documenti mentre di una che ha avuto parere della Asl negativo sarà trasmessa documentazione integrativa all'azienda sanitaria. Sempre lunedì il Comune avvierà l'istruttoria per le altre otto domande rimanenti seguendo l'ordine di arrivo.

«Stiamo facendo tutto il possibile per agevolare la ripartenza dei centri estivi, nonostante la situazione stia cambiando di settimana in settimana – spiega l'assessore alla scuola Gianmarco Proietti - vogliamo aiutare i privati nell'aprire i centri estivi e ci stiamo organizzando per approvare in pochi giorni l'iter».