Le nuove norme inserite nel regolamento per la Concessione degli Impianti Sportivi e delle Palestre non consentiranno alle società sportive di riprendere a lavorare, ma dall'amministrazione tutto tace. L'accusa è senza appello e torna a battere dove il dente duole dopo una settimana dal primo appello di 15 associazioni dilettantistiche sportive. Per questo le società Basket Bee, Ginnastica Mattei, Spartacus Volley, Virtus Volley, Studio Sport, Nuova Pallacanestro Latina, Borgo Montello Volley, Cosmos Volley, Pallavolo A. Volta, Latina Scalo Volley, Ritmo Latino, Scuola Taekwondo Latina Scalo, Sabotino Basket, Taekwondo Latina e la VRG Ginnastica ritmica Latina tornano a scrivere dicendo di aver aspettato, invano, un segnale dal Palazzo dopo la richiesta di un incontro con il il Sindaco Coletta, al fine di discutere con esattezza i termini inseriti nel nuovo Regolamento di Concessione delle Palestre scolastiche votato dalla maggioranza dieci giorni fa in Consiglio Comunale.

«All'approvazione ha fatto poi seguito la notizia di una istituenda Consulta dello Sport dai contorni piuttosto nebulosi, che, questa sì, a creato caos e disagio – spiegano - ma dalle stanze del Comune tutto tace. A distanza di una settimana, nessun riscontro è giunto al gruppo delle Società di Latina, nonostante la PEC inviata risulti regolarmente consegna ed accettata. La sensazione è che forse si voglia evitare il confronto su di un testo redatto da chi poco conosce di sport: le nuove norme inserite nel documento, difficilmente consentiranno alle ASD di riprendere a lavorare. E quasi offensiva appare la nota nella quale si recita che finalmente è stato normato un settore dove fino ad ora aveva regnato il caos. Le Società Sportive che da sempre hanno pagato quanto richiesto e si sono rapportate con i precedenti Regolamenti e le precedenti Amministrazioni in un clima di serena e reciproca correttezza, ora non possono essere fatte passare come chi ha saputo cavalcare l'onda sfruttando un vulnus normativo a proprio favore. Si crede erroneamente che le Associazioni Sportive siano una macchina per operare guadagni facili sfuggendo ad ogni controllo ed è per questo che le Associazioni di Latina polemicamente invitano le Istituzioni a trascorre con loro una settimana in palestra, respirando l'aria densa della fatica di chi nello sport crede veramente».

Perché i dirigenti sportivi, gli allenatori ed i collaboratori tutti, sono volontari, che tolgono tempo alle proprie attività lavorative ed ai propri affetti personali, riuscendo a svolgere attività sociale, prima che sportiva, in cambio, e non sempre, di un misero rimborso spese. «E fa amaramente sorridere quanto riportato sui giornali: "…abbiamo rateizzato i canoni….", "…abbiamo perso troppo tempo per ascoltare e fare tutto per bene…", "….abbiamo ascoltato le istanze degli sportivi…". Forse proprio per queste dichiarazioni, il mondo sportivo cittadino oggi ha deciso di far sentire la sua voce, rispondendo in maniera ufficiale ed inconfutabile agli attacchi subiti ingiustamente. Si diceva, tutti sono stati ascoltati, ma non una delle richieste avanzate è stata accolta o inserita nel nuovo Regolamento. Le istanze degli sportivi sono state ignorate, si è badato soltanto alla facciata e soprattutto si sono ingannate le Società parlando di rateizzazione». Le società lamentano anche che dove il pagamento del trimestre anticipato era stato giudicato troppo oneroso, soprattutto ad inizio attività, ora ci si ritrova con un canone annuale da pagare anticipatamente. «E non si venga a parlare di possibilità di rateizzazione mediante lo strumento della fideiussione – scrivono - sempre a chi è abituato a seguire lo sport dalla poltrona, sfugge che le ASD non vi possono accedere per statuto: non avendo capitale sociale versato, o quote, la fidejussione non può essere rilasciata per mancanza di garanzie. Chi per statuto CONI è obbligato a chiudere i bilanci a zero, non può avere "tesoretti" accantonati per permettere al Comune di salvaguardare soltanto i suoi interessi. Latina oggi appare ancor più ingessata di ieri ed all'orizzonte si vedono soltanto fosche nubi».