Nemmeno un mese fa erano l'oggetto del desiderio di ogni italiano e addirittura al centro di una polemica in quanto il Governo aveva imposto un prezzo di vendita fisso che ha messo in difficoltà il mercato, con le farmacie in particolare che non vendevano più il prodotto. Oggi invece siamo al paradosso contrario: calo di oltre il 70% delle vendite delle mascherine chirurgiche nelle farmacie. «Rispetto al periodo di maggior circolazione del virus abbiamo un calo di vendite enorme - spiega Marco Cossolo, presidente di Federfarma - I clienti ne comprano un terzo. Siamo preoccupati per la salute pubblica, non certo per i nostri affari. Su ogni mascherina abbiamo un margine di guadagno bassissimo, circa 10 centesimi, quindi la riduzione delle vendite non pesa sui bilanci. Piuttosto è pericoloso che le persone le usino sempre meno».
Insomma, le mascherine chirurgiche non sono più considerate indispensabili dai cittadini, tanto che non vanno più in farmacia a richiederle. Qualcuno dirà: magari le comprano nei supermercati della grande distribuzione. Ebbene anche qui la situazione è simile: oltre la metà delle vendite in meno rispetto ad aprile nel mese di giugno. Un calo veritiginoso legato a due fattori, secondo alcuni esperti: da una parte c'è chi ha fatto scorta e dunque ne ha parecchie di mascherine in casa, usando sia quelle chirurgiche sia quelle di comunità. Dall'altro c'è il dato più pericoloso, l'abbassamento della guardia da parte dei cittadini rispetto all'emergenza Coronavirus.