«Mentre le polemiche infuriano sulla effettiva forza del Coronavirus in questa fase, mentre il mondo si divide su Bolsonaro, il presidente brasiliano che ha contratto l'infezione, mentre alcuni evocano la seconda ondata e altri minimizzano i pericoli, c'è un dato di fatto. Le ricercatrici e i ricercatori italiani sono tra i più bravi al mondo. E stanno lavorando benissimo».

Sono parole del leader di Italia Viva, senatore della Repubblica Italiana ed ex presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, che nella sua e-news pubblicata ieri ha voluto tessere le lodi del mondo della ricerca nel Bel Paese.

E un riferimento esplicito non poteva che andare ai ragazzi di Pomezia, a coloro che lavorano giorno e notte nella Irbm di Pomezia dopo aver prodotto - insieme all'università di Oxford - il candidato vaccino anti-Coronavirus più avanzato al mondo nel campo della sperimentazione sull'uomo.

«A Pomezia si lavora al vaccino, a Siena si lavora alla cura con il farmaco anti Covid. Non so chi arriverà prima in questa gara così preziosa per le sorti dell'intero pianeta - ha aggiunto l'ex sindaco di Firenze -. Ma certo è che laddove c'è talento, competizione, sfida l'Italia c'è. Troppo spesso ce ne dimentichiamo: ma i nostri cervelli, anche quelli rimasti in patria, sono tra i più brillanti al mondo. Viva l'Italia della scienza, della ricerca, dell'innovazione. Viva l'Italia della competenza».

Ricordiamo, in merito al candidato vaccino ideato nella divisione Advent della Irbm di Pomezia e co-prodotto dallo Jenner Institute dell'università di Oxford, che la sperimentazione è giunta nella fase tre sia in Inghilterra che in Brasile.

Inoltre, in queste ore stanno per partire anche i test in due Paesi africani - ossia il Sud Africa e lo Zaire -, ossia in due luoghi dove la pandemia sta per raggiungere dei picchi importanti e sarà quindi possibile testare con più possibilità di successo l'efficacia del candidato vaccino.