«Guardi sono molto arrabbiato, lo scriva». Il presidente del consiglio comunale Massimiliano Colazingari è noto per la precisione con cui osserva le norme e conduce i lavori dell'aula, spesso definito come fin troppo puntiglioso dai consiglieri, ma anche apprezzato per questo rigore che rappresenta una forma di ordine e tutela per tutti. Come è stato possibile, allora, che se le sedute di Consiglio si tengono da mesi in remoto come da norme del decreto cura Italia, invece i piccoli consiglieri in erba abbiano potuto utilizzare l'aula consiliare? Semplice, lui ne era all'oscuro. E appena ha saputo ha esternato il suo disappunto per quanto successo e per non essere stato informato.

«Non avrei mai potuto autorizzare una cosa del genere, per lo più in presenza di bambini. Lo ho ribadito in conferenza capigruppo e lo ripeto a lei. Ero all'oscuro di tutto, ho appreso dopo che la cosa non era programmata e che per le alte temperatura esterne il consiglio comunale dei bambini si è spostato in aula consiliare, l'autorizzazione per quell'aula attiene alle funzioni tipiche del consiglio e viene data da me a seconda del tipo di evento, ma questa volta né il capo di gabinetto, né l'assessore Leggio, né il sindaco mi hanno informato». Colazingari spiega che tenere l'aula consiliare preclusa risponde a misure a tutela per tutti e che se verrà prolungato lo stato epidemiologico le misure saranno in minima parte attenuate, come prevedere le commissioni in presenza da settembre, ma comunque prorogate. «Ho 40 scranni per 32 consiglieri, l'aula nelle condizioni attuali non permette il ritorno dei consiglieri a meno che non si adotti un preciso protocollo di sicurezza che ho già chiesto al servizio e che va messo al vaglio del responsabile della sicurezza sanitaria e della prevenzione del Comune. Io ci voglio tornare in aula consiliare ma con tutti i canoni di sicurezza, debbo tutelare il personale del Comune, le segreterie oltre che gli stessi consiglieri e la giunta, è una responsabilità che si estende su più piani, senza un protocollo di sicurezza e senza una soluzione alternativa per gestire il distanziamento in aula non torneremo. Ma l'incidente «diplomatico» qualche segno lo ha lasciato e se non è stato chiaro prima come muoversi nell'utilizzo dell'aula consiliare, lo sarà da adesso in poi. «Ho dato disposizione al capo gabinetto che l'aula consiliare è utilizzabile solo per le attività del consiglio comunale, e sotto mia autorizzazione». E già ieri un evento è stato spostato in sala De Pasquale.

Il sindaco Coletta rivendica la scelta e attacca la minoranza
E' chiaro che il sindaco Damiano Coletta non abbia interpellato il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Colazingari ma abbia deciso da solo di far svolgere la cerimonia del Consiglio dei bimbi nell'aula consiliare, dal mese di marzo off limits per i consiglieri comunali eletti dai cittadini di Latina. Per Coletta è tutto normale, in quanto "si è svolto tutto nel rispetto nelle norme sul distanziamento sociale". Anzi, il sindaco è irritato per la strumentalizzazione dei consiglieri di opposizione Miele, Calvi e Carnevale: "Io faccio sempre fatica ad accettare le dinamiche della politica quando non si basano su lealtà, onestà e consapevolezza - ha detto Coletta questa mattina durante una conferenza stampa in Comune  sul Patto per Latina - Il commento di questi consiglieri è privo di senso di responsabilità. Non si strumentalizza per fare opposizione la fascia fragile quali sono i bambini. Non si strumentalizzano temi così delicati come la sanità quando fragilità e delicatezza sono accentuati. Amministrazione e popolazione devono essere  attenti e responsabili e così devono comportarsi i rappresentanti della politica. Se su certi temi non si ha competenza, occorre informarsi".