Nove grandi opere tra cui spicca l'autostrada Roma-Latina sono al centro degli investimenti pari a 6,3 miliardi di euro per le infrastrutture del Lazio. E' quanto presentato ieri dal presidente della Regione Nicola Zingaretti e dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Una serie di investimenti che mirano a rilanciare il tessuto infrastrutturale dell'intera Regione e che, grazie all'Autostrada e alla Bretella, investiranno una parte consistente dei fondi nella provincia pontina. La più attesa delle opere stradali è la Roma-Latina, un progetto da 2,1 miliardi di euro, con pronti 468 milioni sbloccati dal Cipe, insieme alla Cisterna-Valmontone (600 milioni di investimenti). La realizzazione, hanno confermato Zingaretti e De Micheli, arriverà attraverso un commissariamento. «Le scelte contenute in questo decreto rappresentano il coronamento del programma con cui ci siamo presentati alle elezioni - ha detto Zingaretti - Sembrava un libro dei sogni e invece diventa realtà perché queste opere cambiano la fisionomia infrastrutturale del Lazio in maniera radicale e sostanziale, aumentando la competitività del sistema paese oltre che della regione. A queste opere si aggiunge una serie di altri investimenti strategici che possono farci parlare di un volto nuovo del Lazio».

Molti i commenti arrivati dal mondo della politica. Giuseppe Simeone, consigliere regionale di Forza Italia, giudica positiva «l'accelerazione di queste ore sulle grandi opere. Considero positiva la svolta di queste ultime ore sulle opere pubbliche, con la scelta di dare poteri più ampi ai commissari, ricalcando il ‘modello Genova'». Il senatore di Fratelli d'Italia Nicola Calandrini aggiunge: «Apprendo con piacere che entro settembre sarà nominato un commissario per la realizzazione della Roma-Latina e della Cisterna-Valmontone. Mi auguro che questo voglia dire che presto potremo assistere all'apertura dei cantieri. Auspico infine che l'arrivo del commissario possa fare chiarezza sui progetti destinati a vedere la luce. Non vorrei che si possa concretizzare l'ipotesi di smembrare la Roma-Latina e di vedere realizzato un compromesso al ribasso di cui il territorio della provincia di Latina rischia di beneficiare a metà».