«Il teatro sarà il cuore pulsante per costruire l'identità di Pomezia». Basterebbe questa frase pronunciata giovedì sera, in conferenza stampa, dal vice sindaco Simona Morcellini per sintetizzare quale passo importante la città si sta apprestando a compiere. Infatti, grazie a un finanziamento da oltre tre milioni e 300mila euro concesso dal ministero per i Beni culturali, ora Pomezia potrà finalmente costruire - anzi, completare almeno in parte - il suo teatro comunale. E per farlo, dal Comune hanno chiesto all'architetto romano Marco Petreschi di revisionare il progetto proprio per adeguarlo ai fondi disponibili.

«Abbiamo tracciato la strada per concludere una grande opera ferma da troppo tempo - ha esordito il sindaco Adriano Zuccalà, ricordando come il bando europeo per la progettazione del nuovo teatro comunale risalga all'anno 2000 -. Oggi, con lo scheletro di via Virgilio, assistiamo a un colpo al cuore della città e di chi lo ha progettato. Completandolo si darà un impulso importante al comparto turistico e culturale di Pomezia, di Roma e degli altri Comuni limitrofi. Al suo interno, infatti, si potrà fare di tutto». E il grazie di Zuccalà è stato esteso a Petreschi, «che ha colto con noi la sfida di portare a termine la parte relativa al teatro del suo grande progetto, rivedendo i lavori da fare per rispettare i limiti di spesa».

Poi è stata un'emozionata Federica Castagnacci, assessore ai Lavori pubblici, a sottolineare come l'ex Consorzio Agrario potrà tornare a prendere vita nella nuova funzione di teatro probabilmente prima dell'estate del 2023: «Contiamo di iniziare i lavori per la fine del 2021 - ha spiegato -. Avremo un teatro che potrà ospitare fino a 500 spettatori e, grazie ai fondi ministeriali, realizzeremo sala, palcoscenico e foyer».

È toccato all'architetto Marco Petreschi, dopo una breve introduzione del vice preside della Facoltà di Architettura della "Sapienza" di Roma, Luca Ribichini, effettuare un excursus sulla storia passata, presente e futura della "sua" creatura, annunciando anche la donazione alla città di un plastico del futuro teatro e del centro culturale annesso che resterà esposto nel Museo del Novecento di piazza Indipendenza.

«Nel progettare il teatro e il polo culturale senza demolire l'ex Consorzio - ha affermato Petreschi - ho voluto applicare le tecniche di stratificazione, poiché ritengo che la bellezza si raggiunga proprio così, rispettando anche il passato. Voglio ricordare che il palco potrà accogliere qualsiasi tipo di manifestazione e che, in futuro, si debba continuare a perseguire la ricerca di fondi per completare interamente l'opera».

È stato lo scrittore e Premio Strega Antonio Pennacchi, fra i relatori di giornata, a puntare lo sguardo al futuro, andando oltre i lavori di realizzazione di sala, palcoscenico e foyer. Lo ha fatto prendendo spunto dalle parole dell'architetto Petreschi, che ha evidenziato come il progetto completo del polo culturale annesso al teatro preveda la realizzazione del museo archeologico - con spazi per le mostre permanenti al primo piano e temporanee al piano terra -, e di un roof garden, un parco con anfiteatro all'aperto, un parcheggio interrato da cento posti auto, degli uffici, uno spazio per le start-up e dei laboratori per il restauro dei reperti.

L'esordio di Pennacchi ha rispecchiato il suo stile inconfondibile: «Non mi piacciono molto i Cinque Stelle - ha affermato rivolgendosi alla Giunta pentastellata e ai tanti politici grillini presenti -, ma va dato atto che ci sono voluti loro per svegliare Pomezia. Penso però che non ci si debba fermare al teatro, ma vada completata l'intera opera che, ci tengo a dirlo, dopo la Fondazione del 1938 rappresenta il primo vero intervento di buona architettura. Il teatro costituisce un valore fondante delle città fin dall'antica Grecia, ma per costruire l'identità si deve partire dalla storia. Ecco perché è fondamentale, per Pomezia, realizzare il museo archeologico».

E per i soldi (tanti) che serviranno a questo scopo, Pennacchi ha avuto un'idea e ha voluto spronare il sindaco Zuccalà: «I soldi, caro sindaco, li vada a cercare nelle industrie: ‘cacciassero' qualche lira - ha tuonato con decisione Pennacchi -. Si metta sotto e raccolga quanto serve per completare tutto».

Gli ha fatto eco Petreschi: «Se vuole, sindaco, verrò con lei industria per industria».