App "consigliate" per prenotare il posto nelle spiagge libere, esortazioni a rispettare il distanziamento sociale ascoltate e ri-ascoltate ovunque in questi mesi, ma in tanti continuano ad essere "allergici" alle regole. Questo accade non solo nei luoghi della movida, ma anche nelle spiagge libere e in alcuni stabilimenti balneari.

Tanto che la Regione Lazio, in una nota inviata ai Comuni costieri, esorta a effettuare più controlli e ricorda che, qualora la situazione dovesse essere difficile da gestire, ci sarebbe comunque la possibilità di interdire determinate aree anche limitatamente ai giorni di maggior afflusso.


I "consigli" sono contenuti in una lettera nella quale la Regione chiarisce alcuni aspetti relativi al fondo da sei milioni di euro che è stato stanziato per il litorale laziale in relazione all'emergenza coronavirus. Soldi che – ricordano nell'atto – servono a finanziare le attività di contingentamento degli accessi sulle spiagge, per la sicurezza della balneazione, per l'igienizzazione e la sanificazione degli ambienti e delle attrezzature, nonché per evitare possibili assembramenti.
Tuttavia, la Regione ha informato i Comuni che «pervengono numerose segnalazioni di utenti che lamentano una diffusa mancanza di attività di prevenzione dai rischi epidemiologici sia negli arenili liberi che in quelli riservati agli stabilimenti balneari».


Segue quindi l'esortazione a valutare l'opportunità di aumentare i controlli e e a puntare su un'attività di informazione e responsabilizzazione degli utenti, evidentemente ancora necessaria sebbene siano trascorsi quattro mesi dall'inizio della pandemia. «In particolare i Comuni, quali organi di sicurezza sanitaria, sono tenuti a vigilare sull'applicazione delle norme del distanziamento sociale», ricorda la Regione, e possono procedere in qualsiasi momento alla chiusura di determinate aree.


Certo, si tratterebbe di una extrema ratio, ma qualora il presidio degli arenili non dovesse funzionare – dicono dalla Pisana – i Comuni «dovranno provvedere all'interdizione delle aree (anche limitata ad alcuni giorni di maggior afflusso) e sarà necessario che il Comune ottemperi anche con una specifica cartellonistica plurilingue con chiare ed evidenti indicazioni».
Il criterio è chiaro: i fondi regionali dovranno essere investiti per contingentare gli ingressi sulle spiagge e per tutte le altre misure di sicurezza da adottare per fronteggiare l'emergenza sanitaria. Qualora però dovessero continuare ad esserci delle criticità come quelle segnalate nelle ultime settimane, quando le varie App di prenotazione spesso ancora non erano attive, i sindaci potranno valutare di chiudere (temporaneamente o meno) le aree più "a rischio".