Mentre le aziende, ripartite a pieno regime, cercano di recuperare il terreno perduto a causa dell'emergenza del Covid, gli uffici pubblici continuano a proteggersi tenendo il personale in regime di smart working, finendo inevitabilmente di incorrere in disservizi e inefficienze quotidiane che frenano la corsa delle aziende private.

E' la conclusione alla quale sono giunti gli associati di Impresa, l'associazione dell'industria e delle piccole e medie imprese, che hanno deciso di scrivere al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, per chiedere l'immediata riapertura a pieno regime di tutti gli uffici pubblici del Paese. Sembrerebbe una provocazione, ma non lo è, perché rappresenta piuttosto un grido di allarme contro il pericolo di vedere l'intera nazione costretta a restare prigioniera di uno stato di emergenza permanente.

«Il mondo produttivo, dei commercianti, degli artigiani, dei coltivatori, dei servizi e di professionisti è ormai pienamente operativo nonostante le difficoltà post emergenza sanitaria - scrive il Presidente di Impresa Giampaolo Olivetti - Per questo motivo diventano fondamentali, in particolare per le imprese, tutti i servizi erogati dalla pubblica amministrazione la cui attività risulta ancora fortemente limitata e rallentata. Inopportuna, infatti, l'apertura solo parziale degli uffici pubblici in tutta Italia: il lockdown è finito per tutte le categorie, ma evidentemente non per i servizi pubblici, fondamentali per l'economia del Paese in un momento come questo in cui occorre spingere per la ripresa e invece si osservano aperture a singhiozzo, poche ore a settimana. Gli uffici pubblici ancora chiusi o parzialmente operativi rappresentano un danno per i cittadini e per gli imprenditori - e continua - Sono tantissimi e all'ordine del giorno i disagi segnalati da cittadini e imprenditori per i disservizi legati soprattutto allo smart working nella P.A. e alla riapertura parziale dei suoi uffici. Computer non funzionanti, connessioni che saltano, telefoni che squillano a vuoto: gli utenti segnalano difficoltà con gli uffici pubblici in questo periodo che si traducono quindi in ritardi e attese lunghissime anche per semplici documenti. Per questi motivi chiediamo l'immediata riapertura degli uffici pubblici con il ritorno "in presenza" di tutti gli impiegati agli sportelli e l'operatività a pieno regime di tutti i servizi e le funzioni della pubblica amministrazione».

Un Paese a due velocità non può funzionare. «Il paradosso – sottolinea il Direttore generale di IMPRESA Saverio Motolese - è che nel privato, rispettando tutte le misure previste dal protocollo sulla sicurezza, aziende e lavoratori garantiscono la presenza fisica e quindi il ritorno alla massima efficienza produttiva, mentre nel settore pubblico si è deciso un rientro lento e molto parziale dei lavoratori che limita in modo intollerante l'erogazione dei servizi della P.A. funzionali per le attività imprenditoriali oltre che per i cittadini».