Il secondo polo farmaceutico industriale più importante d'Italia tra Latina e Frosinone con 60 aziende, 16mila dipendenti e 1125 ricercatori ora avrà linfa e risorse provenienti dal territorio e dall'università: a Latina viene attivato da quest'anno il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Chimica e tecnologie farmaceutiche dell'Unversità La Sapienza, Il corso che va ad affiancare l'offerta dell'ateneo pontino che già conta su  Economia e Commercio, Ingegneria e Medicina è stato presentato questa mattina in Comune dal sindaco Damiano Coletta, dall'assessore alle politiche giovanili Cristina Leggio e da Carlo Della Rocca preside della facoltà di Farmacia e Medicina dell'Università La Sapienza, Bruno Botta direttore del dipartimento di chimica e tecnologia del farmaco de La Sapienza e Mariangela Biava, presidente del corso di laurea in farmacia de  La Sapienza. I laboratori del corso saranno avviati inizialmente per le prime lezioni al dipartimento di Medicina mentre le due aule, gestire dal centro Cersites,  sono state individuate in alcuni spazi della Facoltà di Ingegneria.

 "Questo nuovo corso è una conquista per il territorio ma anche per Sapienza – ha spiegato Della Rocca – avviarlo non è stato facile e richiedeva un iter autorizzativo lungo, in due anni da quando nacque l'idea è stato fatto un gran lavoro e siamo andati avanti nonostante il Covid in linea con lo slogan della nostra Università: Sapienza non si ferma, e non solo non si ferma ma progredisce e investe ancora in questo territorio con il metodo che ha portato buoni risultati in questi anni, quello del rapporto con i partner locali, aziende, ordini professionali, associazioni di categoria. Questo corso avrà forte valenza territoriale come è stato per gli altri in una provincia a vocazione agricola dove può dare un valido contributo alla crescita delle attività presenti". Della Rocca ha spiegato anche che, contrariamente ai primi anni in cui nacque il polo pontino, nei quali queste facoltà erano un ripiego e un passaggio per chi non riusciva ad entrare a Roma, oggi questa tendenza non c'è più. "Gli studenti restano qui e vivono Sapienza in un posto a misura d'uomo. Ora ci aspettiamo collaborazione e confronto". "A differenza di altri poli quello di Latina è in continuo sviluppo"- ha detto Botta lodando la sensibilità dell'amministrazione comunale che ha saputo investire in didattica e cultura.

Il corso. Biava ha invece illustrato il corso di laurea di cinque anni che prevede 4 laboratori obbligatori, frequenza ai corsi non obbligatoria ma fortemente consigliata, 300 crediti formativi da conseguire, 26 esami obbligatori di cui 12 di base e 14 caratterizzanti con materie incentrate sulla chimica e la biologia negli aspetti fondamentali connessi al farmaco. Tra gli sbocchi lavorativi ruoli in industrie chimico farmeceutico, cosmetiche e dietetiche, laboratori di controllo dei medicinali, enti di farmacovigilanza e presidi medico chirurgico, farmacie sul territorio nazionale, o direzioni in laboratori chimici o tossicologici. Cinquanta i posti disponibili a numero chiuso (200 quelli a Roma) con test di ingresso previsto il 14 settembre a Roma.

 

"E' stato un incontro di progettualità importante quello avviato con Della Rocca – ha spiegato Coletta – che va ad aggiungere un anello fondamnentale al rapporto tra Sapienza e territorio" mentre l'assessore Cristina Leggio ha parlato di "Formazione, ricerca e costruzione di competenze al centro delle scelte dell'amministrazione. Il nostro territorio ha le chance per innalzare la qualità dei servizi, abbiamo costruito un'alleanza forte sul territorio". E il corso di Agraria di cui si era parlato due anni fa? "Nell'immediato siamo arrivati a questo ottimo risultato – ha spiegato Della Rocca- ma non escludiamo di avviare altri progetti".