Per quanto abbia fatto molto rumore, e sia stata definita dirimente, la determina che incarica uno studio legale di stabilire come dovrà essere la gestione del porto canale di Rio Martino, questo atto specifico non risolverà tutti i guai di quell'opera pubblica. Costato circa dodici milioni di euro e dieci anni di lavori, il porto canale non è finito, non è ancora fruibile a tutti gli operatori, non ha un regolamento e ha al suo attivo pure qualche intoppo strutturale. Una nota dell'Avvocatura comunale, a firma di Francesco Cavalcanti, e consegnata al Presidente della Commissione Trasparenza, Alessandro Calvi, rivela che anche quando lo studio Brugnoletti depositerà i due pareri legale sulla concessione demaniale, rimarrà dell'altro sul tappeto. Ossia alcuni problemi tecnici che derivano dall'impostazione originaria del progetto per il porto canale e da ciò che avvenuto in seguito. Ad oggi, anche dagli atti esaminati in Commissione due giorni fa, non si evince «se l'esigenza della competente dirigenza (quella dell'ambiente ndc) sia di dare soluzione a rilevanti questioni di natura legale, o piuttosto, ed ancor prima, di tipo squisitamente tecnico».

I nodi tecnici riguardano infatti anche altro rispetto al quesito fondamentale, ossia su chi debba poi firmare la concessione, ossia se il Comune di Latina da solo, o anche Sabaudia, l'altro ente che ha fatto parte dal primo momento dell'accordo di programma del 2010, quello su cui fondano i finanziamenti pubblici. Per questo è inevitabile un'analisi di quanto «contenuto nel progetto approvato con accordo di programma n.30/2010 per la realizzazione del porto canale di Rio Martino», nonché dello «stato delle opere eseguite e della loro reale e attuale funzionalità individuando le eventuali e ulteriori lavorazioni necessarie per rendere funzionali e sicure le opere fin qui realizzate». C'è inoltre da valutare la «conformità del progetto presentato dal Consorzio Nautico di Borgo Grappa, relativo al completamento e gestione del punto di ormeggio del porto canale al progetto contenuto nell'accordo di programma del 2010».

La legge regionale del febbraio scorso ha introdotto una serie di modifiche circa le modalità da seguire per la concessione demaniale e solo questo è oggetto dei quesiti inseriti nella consulenza affidata allo studio Brugnoletti, ossia il passaggio che ha scatenato le critiche severe dell'Ordine degli avvocati e, di conseguenza, la riunione della Commissione Trasparenza che ha confermato la necessità della consulenza sul contratto di concessione, ma non ha fugato i dubbi sulla vita rocambolesca di quella che è una delle più importanti opere pubbliche realizzate in provincia di Latina.