Una "doccia gelata" su tutti gli italiani. Ma in questo caso nel senso negativo del modo di dire e non certo in quello rinfrescante come ognuno di noi si augurerebbe con il caldo afoso di questo periodo. Già, perché le parole del ministro della Salute Roberto Speranza rilasciate ieri sono state, di fatto, un monito rivolto alla nazione e che, tutto sommato, non hanno nemmeno sorpreso più di tanto alla luce dell'andamento epidemiologico del nostro Paese, non particolarmente critico, ma che rischia di diventarlo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. «Un nuovo lockdown non è del tutto da escludere - ha detto Speranza -. Il rischio di nuove chiusure nelle zone dove ci sono e dove si svilupperanno focolai è reale, perché il rischio zero purtroppo non esiste. Gli italiani in questi mesi sono stati straordinari, hanno avuto comportamenti molto corretti ma adesso dobbiamo continuare su questa strada.

Se dovessimo renderci conto che c'è bisogno di interventi ancora più duri in alcune aree lo faremo senza tentennamenti». Il ministro ha anche allargato il discorso alla prossima stagione autunnale: «Quest'anno il vaccino anti influenzale sarà ancora più importante, perché i sintomi sono quelli del Covid-19 e dobbiamo fare una campagna ancora più forte per l'immunizzazione. Abbiamo imparato a conoscere meglio il Covid ma il virus ancora circola, per cui non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia. A preoccupare è il fatto che, nonostante in Europa e in Italia vada meglio perché la curva si è piegata, a livello mondiale non è mai stata così alta. E le connessioni fra i Paesi sono tantissime. Non stupiscono, dunque, i focolai legati ai casi importati».
Una preoccupazione che resta diffusa anche tra gli esperti. Walter Ricciardi, professore di Igiene all'università Cattolica e consigliere di Speranza, ha infatti aggiunto: «Siamo fra i pochi Paesi al mondo con circolazione ridotta ma siamo circondati da aree in crescita. Non ci vuole molto a tornare a mille contagi al giorno come in Catalogna»