Sulle modalità di inizio del prossimo anno scolastico pesa la questione banchi. Nelle ultime ore gli uffici del commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, hanno annunciato che «si sono concluse le procedure per la fornitura dei banchi monoposto in vista della riapertura in sicurezza delle scuole.

Come già comunicato nei giorni scorsi, alla gara indetta dal Commissario Straordinario per l'emergenza Covid-19 sono state presentate 14 offerte da parte di imprese singole e associate, italiane e straniere, a dimostrazione della capacità di risposta del mercato in questa particolare fase di emergenza.

Al termine delle successive procedure effettuate, sono stati definiti 11 contratti di affidamento a imprese e raggruppamenti di imprese, per la maggior parte italiane, per la fornitura di banchi tradizionali e di sedute innovative, in grado di superare complessivamente l'intero fabbisogno richiesto dai dirigenti scolastici italiani, che era di 2.013.656 banchi tradizionali e di 435.118 sedute innovative. I banchi saranno consegnati a partire dai primi giorni di settembre e fino al mese di ottobre la distribuzione dei banchi nei diversi istituti avverrà secondo una programmazione nazionale e una tempistica che terrà conto delle effettive priorità scolastiche e sanitarie dei vari territori, garantendo in tal modo il normale avvio dell'anno scolastico».

Come era facilmente prevedibile, nonostante le certezze manifestate dal Commissario Domenico Arcuri e dallo stesso Ministero, i banchi non potranno essere, quindi, consegnati entro i primi giorni di settembre come era stato annunciato. Secondo le notizie diffuse dallo stesso Commissario le prime consegne saranno effettuate in concomitanza con l'inizio delle lezioni e si concluderanno, nella migliore delle ipotesi, per fine ottobre.

«E' proprio così - spiega l'assessore all'Istruzione del Comune di Latina, Gianmarco Proietti - Abbiamo ricevuto nelle ultime ore una nota con la quale veniamo avvisati che la consegna dei banchi monoposto comincerà in Lombardia a partire dal 12 settembre, e che le consegne saranno ultimate per la fine di ottobre. Non è esattamente quello che ci saremmo aspettati, ma ci siamo organizzati per tempo e stiamo continuando a farlo, e credo di poter sostenere che laddove non ci saranno i banchetti, ci saranno spazi adeguati per contenere le classi di alunni anche con i vecchi banchi; e laddove non ci saranno banchi monoposto né spazi adeguati, si potrà comunque stare in classe con la mascherina. Questo ovviamente vale per il periodo fino alla fine di ottobre, quando secondo le rassicurazioni del Ministero i banchi monoposto saranno stati tutti consegnati. Stiamo inoltre liberando molte aule che negli scorsi anni non venivano utilizzate, il che ci consente fin d'ora di vivere senza alcuna ansia il problema degli spazi. Capisco comunque il disagio dei dirigenti scolastici che sentono sulle loro spalle il peso della responsabilità di una situazione complessa che li vede stretti fra la tabella di marcia del Ministero e le aspettative dei genitori dei bambini.»

Stando a quello che dice l'assessore Proietti, a Latina la ripartenza non sarà troppo difficoltosa, benché lui stesso sia convinto che sarebbe stato opportuno riaprire le scuole a partire dal primo ottobre, anche perché a ridosso del 20 e 21 settembre ci sarà la chiusura di tutte le scuole per consentire l'apertura dei seggi per il voto del referendum. «Dovremo sanificare tutte le scuole prima del 14 settembre, per offrire ai ragazzini ambienti salubri - sottolinea Proietti - e dovremo tornare a farlo dopo soltanto dieci giorni, all'indomani del 21 settembre. Mi sembra uno spreco inutile di risorse, e quando ho provato a dirlo, in Regione, mi è stato risposto che non dobbiamo preoccuparci perché i fondi per la sanificazione arriveranno dal Ministero».
Come se quello non fosse denaro pubblico.

Ma per l'assessore all'Istruzione del Comune di Latina il vero problema che ci attende non è quello della logistica interna alle scuole, ma quello del controllo della situazione quando alla vigilia della stagione invernale i bambini, di qualsiasi scuola, cominceranno ad ammalarsi, come è naturale che accada. Dobbiamo mettere insieme un protocollo di azione per la gestione di situazioni che potrebbero velocemente sfociare nel panico, situazioni che dovremo essere in grado di scongiurare e contenere insieme alla Asl, ai dirigenti soclastici e agli insegnanti e soprattutto con i genitori. ma ce la faremo anche su questo versante».

E intanto, l'adozione dei banchi monoposto e delle sedute innovative pone anche la questione dello smaltimento dei vecchi banchi biposto. Secondo gli esperti del Ministero si tratta di eliminare più di 2 milioni e mezzo di pezzi, qualcosa come 10.000 tonnellate di materiale; inizialmente sembrava che lo smaltimento dovesse essere a cura delle aziende fornitrici, ma nella comunicazione degli uffici del commissario Arcuri si legge che «lo smaltimento dei banchi sostituiti avverrà secondo le modalità ordinarie, in accordo con Anci e Upi», che tradotto in soldoni significa, sostanzialmente, che di questa operazione si occuperanno Comuni e Città metropolitane.

Le "spine" sulla questione banchi non finirebbero qui: secondo alcuni produttori, la gara non sarebbe valida visto che in corso d'opera sono stati cambiati requisiti e tempistiche, e quindi altri imprenditori avrebbero potuto decidere di partecipare. Uno scenario nel quale potrebbe maturare un ricorso di fronte all'autorità giudiziaria competente.