Basta discussioni su distanziamento statico o dinamico tra alunni in classe. Basta arrovellarsi sulla disposizione dei banchi nelle aule. Se non c'è la possibilità di garantire il metro di distanziamento fisico nelle scuole, comunque sempre auspicabile, ma non più indispensabile, basterà semplicemente far utilizzare la mascherina.

La novità è contenuta nel verbale del Comitato Tecnico Scientifico allegato alla nota ministeriale del 13 agosto e nel quale si caldeggia l'uso dell'app "Immuni": nei casi in cui il distanziamento fisico non fosse possibile, le lezioni si faranno comunque, perché basterà indossare la mascherina.

Il verbale parla chiaro: «Il distanziamento fisico (inteso come distanza minima di un metro fra gli alunni, tra le rime bucali), rimane uno dei punti di primaria importanza nelle azioni di prevenzione del contenimento epidemico» ma «al solo scopo di garantire l'avvio dell'anno scolastico, in eventuali situazioni in cui non sia possibile garantire nello svolgimento delle attività scolastiche il distanziamento fisico prescritto, sarà necessario assicurare la disponibilità e l'uso della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico».

«Pensavamo di vivere in una tragedia, e invece era una commedia: Tanto rumore per nulla di William Shakespeare!» ha in qualche modo ironizzato Antonello Giannelli, Presidente dell'Associazione presidi, commentando all'Adnkronos il nuovo parere reso dal Cts. «Abbiamo sempre rispettato i pareri delle autorità sanitarie e continueremo a farlo» prosegue Giannelli «ma non comprendiamo perché non si sia fatta chiarezza prima su questo aspetto fondamentale. I dirigenti scolastici non hanno preso un solo giorno di ferie per lavorare febbrilmente, con granitico senso del dovere, affinché gli alunni potessero essere distanziati come previsto. I colleghi hanno risposto a innumerevoli monitoraggi ministeriali per comunicare più volte tutti i dati relativi alle classi, alle aule, ai corridoi, alle palestre, ai cortili, agli edifici. E tutto questo perché? Perché siamo stati seri e responsabili, ben più di quanto fosse evidentemente necessario».

«A questo punto – conclude il presidente dell'Anp – invito tutti i colleghi a comunicare immediatamente ai rispettivi uffici scolastici la loro messa in ferie, perché le hanno meritate come non mai e perché ne hanno bisogno dopo una estate di lavoro frenetico che sembrava tragica e invece era solo comica».

Ma in tanti ora si chiedono quale sia per gli alunni, soprattutto per quelli più piccoli, il rischio connesso all'uso quotidiano prolungato della mascherina.

«Non c'è nessun rischio accertato - ha detto la dottoressa Teresa Petricca specialista in pneumologia - per cui l'uso della mascherina in un ambiente chiuso in presenza di diverse persone è il giusto presidio per difendere la propria salute e quella degli altri. Si sono sentite numerose teorie non suffragate da evidenze scientifiche e si è creato un allarmismo ingiustificato attorno all'uso delle mascherine. Quelle chirurgiche vanno bene se indossate da tutti, in caso contrario è auspicabile l'utilizzo di quelle Ffp2».