Le discoteche e i locali da ballo hanno pagato lo scotto più salato di questa strana estate segnata dal Covid 19 nella quale il test di ferragosto e l'aumento dei contagi hanno pesato più di tutto. E ora i Comuni, dopo la nuova ordinanza del ministro Speranza che impone lo stop alle discoteche e l'obbligo di mascherina anche all'aperto nei luoghi della movida, dalle 18 alle 6, si adeguano potenziando i controlli con il supporto delle forze dell'ordine.

E confidando nel buon senso dei cittadini. L'assessore alle attività produttive Simona Lepori spiega i risvolti di questo provvedimento spiegando che i controlli ci sono pur se in condizioni complesse. «Discoteche e sale da ballo sono luoghi dove gli assembramenti si possono creare più facilmente - spiega Lepori - la nuova norma si è resa necessaria perché si è constatato che il buon senso non appartiene a tutti e si sta tornando indietro con i contagi, al numero di casi riscontrati a maggio. E' evidente che l'attenzione si è allentata, le regole su mascherine e distanziamento soprattutto tra i giovani sono state meno rispettate e il conto rischiamo di pagarlo tutti».

L'ordinanza, partita il 17 agosto, come è noto prevede la sospensione delle attività del ballo, all'aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico e l'obbligo di mascherina anche all'aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi dove c'è rischio di assembramento e anche sui lungomari. Le discoteche e locali simili, dunque, possono rimanere aperti limitandosi a svolgere altre attività, come la ristorazione ad esempio. E tra le attività interessate dal divieto di ballo vengono anche citate quelle che si svolgono «in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico». Ma come sarà possibile controllare e prevenire situazioni a rischio? Lepori spiega che un grande aiuto arriverà, sul fronte della marina, dagli steward reclutati per il monitoraggio delle spiagge libere del litorale insieme alla polizia locale e alle altre forze dell'ordine.

«Gli stabilimenti trasformati in locali di intrattenimento hanno dovuto fare un passo indietro, lo stesso vale per gli eventi di piazza e le feste patronali che prevedano musica e serate danzanti. Stiamo valutando anche questo ultimo fronte e capendo cosa sia possibile autorizzare e cosa no». Per i lidi che svolgono servizio di ristorazione non cambierà nulla, sarà previsto obbligo di mascherina negli spazi comuni per poi toglierla al tavolo. Le più penalizzate sono, ovviamente, le discoteche e Lepori comprende e condivide lo sfogo di Rino Polverino. «Chi vive di questo è stato più colpito, perché le discoteche sono state le ultime a riaprire e ora le prime a chiudere, tanti stanno valutando nuove strade per trasformare l'attività e continuare a lavorare, ma la situazione è complessa e delicata». Come sta vivendo il comparto imprenditoriale questo momento? «Noi abbiamo incontrato alcuni imprenditori in questo ultimo periodo – spiega l'assessore – e il sindaco si è messo a disposizione per capire le loro esigenze e confrontarsi, tante faticano a risollevarsi, chi ha risentito di più degli effetti della crisi post Covid sono stati i musei, le aziende turistiche, gli alberghi, e appunto le discoteche. Ma c'è da dire anche che molte attività commerciali si sono riprese meglio di quanto si era prospettato e segnali di una buona ripartenza ci sono stati. Non è tutto nero».