Chi cerca informazioni su una qualunque pratica bancaria, previdenziale o fiscale in questo periodo comprende cosa abbia significato l'applicazione dell smart working nelle pubbliche amministrazioni e cominci a fare i conti con gli effetti pratici della digitalizzazione dei soggetti e società pubblici. Un dossier pubblicato ieri dalla Uil riassume in cifre e considerazioni tecniche ciò che fiori dagli uffici sono solo critiche e malumori.

Numeri messi insieme dall'Agenzia per l'Italia Digitale che non solo deve monitorare l'andamento della digitalizzazione degli uffici ma anche promuovere promuovere l'innovazione e l'utilizzo delle tecnologie digitali nell'organizzazione interna della pubblica amministrazione. Stando solo alle percentuali poteva andarci meglio, ma pure peggio. Circa il 40% (39,3%) di tutti i Comuni pontini garantisce almeno un servizio interamente digitalizzato, ossia vi si accede senza andare fisicamente presso il singolo ufficio. Una percentuale che varia molto a seconda della grandezza della struttura, modulata sulla base degli abitanti. E così nei Comuni con meno di mille residenti, infatti, solo un ente su tre ha infatti interamente digitalizzato almeno un servizio al pubblico; la percentuale sale al 40,8% nei territori con popolazione compresa tra 1.000 e 2.000 abitanti, al 46,9% nei comuni della fascia da 2.000 a 3.000 residenti, fino a raggiungere un valore pari all'81% nei territori che contano almeno 60 mila abitanti. Ma qui le cose si complicano in base alle procedure.

Per i servizi diretti al singolo cittadino l'offerta di accesso digitale è piuttosto alta e rispecchia quella quota superiore all'ottanta per cento. Invece per i servizi alle imprese la stessa percentuale scende perché una pratica può comportare il coinvolgimento di più settori che non dialogano digitalmente tra di loro e ciò non solo impedisce una procedura del tutto digitalizzata ma ritarda la risposta all'azienda che ne fa richiesta. Ben il 45% delle amministrazioni locali, infatti, protocolla ancora oltre la metà della documentazione prodotta utilizzando procedure di tipo analogico (faldoni, timbri, firme, sigle); tale valore scende tuttavia al 35% tra gli enti regionali, raggiungendo il risultato più positivo, pari ad appena il 17%, tra le amministrazioni provinciali.