Che parere ha dato il  Comune di Aprilia rispetto sulle autorizzazioni della Loas? E perché anche dopo l'inchiesta Dark Side l'amministrazione ha continuato a collaborare con l'impianto? A porre interrogativi i Grillini Apriliani e i Cittadini Pentastellati, attraverso un duro attacco nei confronti delle civiche.

"Perché – domandano gli attivisti – già prima dell'esito degli esami disposti dall'Arpa il consiglio comunale ha chiesto lo stato di calamità, mentre solo dopo, dimenticando la delibera sul principio di precauzione il sindaco Antonio Terra ha emesso l'ordinanza per vietare l'apertura di attività e il consumo di verdura nel raggio di 2 chilometri dall'incendio? Chi ha presentato la mozione – accusano - non è lo stesso che nel 2012, per difendere l'approvazione di una variante urbanistica che permetteva ad un altro impianto di ingrandirsi notevolmente, affermava che per Aprilia la possibilità di chiudere il ciclo dei rifiuti sarebbe stato motivo di orgoglio e vanto".

Un affondo diretto al consigliere Vittorio Marchitti, ma a finire sotto accusa è l'intera gestione del settore negli anni passati. "Le spiegazioni incomplete – accusano Grillini e Pentastellati – lasciano trapelare qualche imbarazzo da parte del sindaco Terra: la Loas ha presentato la prima istanza alla Provincia di Latina per ottenere l'autorizzazione unica il 30 dicembre 2009, Terra all'epoca era assessore all'urbanistica e vicesindaco. Le decisioni finali, è vero, spettavano alla Provincia, ma vorremmo capire quali siano stati negli anni i pareri del Comune in conferenza dei servizi, quesito che poniamo anche ad Alessandra Lombardi, che invece di spiegare come ha gestito il settore ambiente e i rapporti con aziende private del ciclo dei rifiuti bacchetta sui social i cittadini di Aprilia rei di non aver compreso la raccolta differenziata come lei l'ha spiegata".