Il tempo di leggere sul giornale che il consigliere del Pd Nicoletta Zuliani è tornata a sollecitare l'amministrazione comunale sulla questione dello skatepark, ed ecco che la Giunta tira fuori dal cassetto, anzi dal cilindro, la delibera già pronta per la realizzazione di uno skatepark e la approva all'istante. Che fa, la tenevano nascosta in attesa di approssimarsi un tantino alla vigilia elettorale della primavera 2021?

Probabilmente no, perché si tratta soltanto di una delibera di indirizzo, un testo che si butta giù in pochi minuti, quello che conta è fissare il principio e fare subito un comunicato stampa. La spesa presunta per la realizzazione dell'opera è di centocinquantamila euro, una somma verosimile e accettabile, e c'è pure la localizzazione dell'intervento: lo skatepark, secondo gli indirizzi dell'amministrazione Coletta, si farà all'interno dei giardini pubblici, oggi Parco Falcone e Borsellino, nello stesso posto dove si trova ancora la vecchia pista di pattinaggio, ormai in disuso come i pattini a rotelle. Per procedere ci vorranno adesso una progettazione, e prima di quella l'affidamento dell'incarico, e poi, visto l'importo dei lavori, anche una gara d'appalto per stabilire chi dovrà realizzare l'opera. Come si dice, siamo ancora a «caro amico». Ed è una fortuna. Perché lo skatepark all'interno di un parco pubblico pieno di alberi e di verde, è per definizione un'idea sbagliata. Foglie caduche, rametti spezzati dal vento e fiori sono nemici di una pista per skaters, che debbono muoversi su superfici lisce e sgombere.

Ma la principale nemica di tutte le iniziative è la fretta. Lo sostiene la stessa Nicoletta Zuliani commentando su Facebook l'approvazione della delibera di indirizzo a poche ore dalla sua sollecitazione. «Bastava parlare con qualcuno dei ragazzi che pratica quello sport - osserva il consigliere del Pd - bastava confrontarsi durante una o due riunioni di Commissione e la Giunta non sarebbe caduta in questa trappola. Mi dispiace, ma il Parco prescelto è il luogo peggiore e meno sicuro per uno skatepark, e spero, con la rettifica che si dovrà necessariamente fare a quella delibera di indirizzo, che la prossima volta si proceda ascoltando chi le strutture le dovrà usare». Tutto condivisibile. peraltro la skatepark era uno dei mantra elettorali di Lbc alla vigilia del voto del 2016. Ma su questo non si può contestare niente, perché dal 2016 a oggi, questa amministrazione non ha fatto praticamente niente, e non soltanto per gli skaters, che per fortuna, nel frattempo, hanno trovato ascolto nella parrocchia di San Luca nel quartiere Q4.

E fa quasi tenerezza l'entusiastico comunicato di rinforzo della più giovane dell'amministrazione, Valeria Campagna, che pensando di dare una gomitata alla Zuliani così, «I ragazzi chiedevano uno skatepark da anni, e anche la collega Zuliani si era fatta carico della richiesta dal precedente mandato: oggi l'amministrazione di Lbc mette la prima pietra», ha finito per darsi una pietra in testa. Intanto perché la Zuliani era all'opposizione anche nel precedente mandato, e poi perché i coetanei della Campagna lo skatepark lo vanno chiedendo da tempo, anche a lei, ma finora senza essere mai presi sul serio, benché la giovane promessa di Lbc sostenga che «negli anni da consigliera comunale li ho ascoltati e condividendo questa esigenza ne ho raccolto le istanze». Salvo poi nasconderle in un luogo sicuro per tre o quattro anni.