I numeri fotografano una crisi senza precedenti. All'inizio erano dieci, adesso che l'attività è ripresa a pieno regime e i numeri sono ufficiali, la fuga dall'albo merita ancora più attenzione. In tutto 59 avvocati hanno deciso di mollare. Meglio farsi da parte e cercare altro, magari un concorso che possa garantire certezze per il futuro e vivere tranquilli.


«Si è una emorragia, è una perdita grave dettata dalla crisi», spiega il Commissario dell'Ordine degli Avvocati Giacomo Mignano. In questo caso parliamo di professionisti che non vanno in pensione per limiti di età tranne qualche eccezione ma di giovani che si sono affacciati al mondo giudiziario e hanno preferito adesso a distanza di qualche tempo cancellarsi.  «Molti giovani infatti vanno via e cambiano mestiere - ricorda Mignano, commissario dell'Ordine degli Avvocati da quasi un anno - questo è il dato più preoccupante, significa che il mercato è finito» ribadisce. Per un giovane avvocato che decide di iniziare una carriera a Latina, le spese sono molte: dalle tasse da pagare, a tutte le altre spese (affitto dello studio, abbonamento con le banche dati delle sentenze e altri costi) che alla luce della drastica riduzione di lavoro non fa altro che incidere profondamente sulle decisioni di molti under 35 e under 40 che cambiano rotta.  «La cancellazione di 59 colleghi è l'ennesimo riscontro di quello che stiamo dicendo da tempo, le perdite arrivano al 60%, è diminuito tutto».