Coldiretti Lazio chiede un risarcimento per gli agricoltori danneggiati dall'incendio nel deposito di rifiuti della Loas . Un rogo devastante, che a causa della nube tossica sprigionata dai rifiuti andati a fuoco ha provocato enormi problemi alle coltivazioni della zona, costrigendo il sindaco a vietare il consumo e la vendita dei prodotti agricoli. «I risultati della diossina nei campionamenti effettuati sull'area interessata dal rogo sono prossimi alla normalità, ma il sindaco di Aprilia il 31 agosto ha emesso una nuova ordinanza, che vieta il raccolto e il consumo da parte delle aziende agricole dei prodotti coltivati nei terreni nel raggio di due chilometri. Stop quindi - spiega - a frutta e verdura, ma anche ai prodotti di origine animale come latte e derivati. Un danno enorme per le aziende interessate e già vessate dall'emergenza sanitaria, ora costrette ad affrontare anche gli ingenti danni provocati dall'incendio. E nulla è stato chiarito dalle istituzioni in merito ai risarcimenti o possibili compensazioni».

Perciò Coldiretti annuncia la volontà di chiedere un risarcimento e di avviare delle azioni nei confronti della Loas. «Quella è un'area particolarmente preziosa per l'economia agricola del territorio, in cui si coltivano prodotti inseriti nel sistema di qualità della provincia di Latina, come i kiwi Igp, l'olio extravergie di oliva Dop, la mozzarella e la ricotta di bufala Dop. Il danno deve essere gestito in maniera realistica e a riguardo facciamo appello al senso di responsabilità dell'azienda Loas, nei confronti della quale avvieremo un'azione legale volta ad ottenere un risarcimento danni a favore delle aziende agricole interessate».

Al tempo stesso però Coldiretti rifiuta l'etichetta di "Terra dei fuochi" attribuita ad Aprilia. «Sono ricostruzioni strumentali di natura politica, avallate da assciazioni ambientaliste. Ma si tratta di una ricostruzione fuorviante: stando a quanto emerge dagli ultimi rilievi dell'Arpa i valori sono tornati alla normalità».