La ministra Azzolina lo ha detto qualche giorno fa: "Abbiamo lavorato per ridurre al minimo il rischio contagio ma la scuola non è un posto fatato, asettico, dove il rischio è zero per questo abbiamo lavorato con l'Istituto superiore di sanità per avere un protocollo e stabilire cosa si fa se c'è un contagiato in classe».

Asettici e distanti sembra essere il mantra da declinare nelle aule, quello che nelle ultime settimane i dirigenti scolastici hanno tradotto in norme, protocolli, patti di corresponsabilità con le famiglie e decaloghi illustrati nei colloqui online con i genitori. Regole puntuali, dalla mascherina (punto 1 del grafico ndr) alla gestione del materiale scolastico (punto 4), dalle uscite diversificate agli ingressi scaglionati, tutte per evitare al minimo contatti e assembramenti in un contesto, quello scolastico, tradizionalmente deputato alla mescolanza, al gruppo, alla commistione. Una impresa ardua ma dettagliata fin nei minimi termini.

Oltre ai referenti sanitari nelle scuole per garantire maggiore sicurezza ci saranno più insegnanti per garantire una ripresa in sicurezza. Nel Decreto Rilancio e nel Decreto Agosto sono state infatti destinate cospicue risorse che consentiranno di avere circa 70mila docenti e ATA in più per la ripresa di settembre e saranno più di mille e duecento quelle destinate alla provincia di Latina. Da gestire la fase più delicata, quella di eventuali febbri o sintomatologie che dovessero verificarsi in classe. Il personale scolastico che viene a conoscenza di un alunno sintomatico dovrà avvisare il Referente scolastico per COVID-19 che farà avvertire immediatamente i genitori/tutore legale che dovranno rendersi disponibili in tempi brevi.

L'alunno deve essere dotato di una mascherina chirurgica (se maggiore di sei anni) e ospitato in una stanza dedicata dove sarà necessario procedere all'eventuale rilevazione della temperatura corporea, da parte del personale scolastico individuato, mediante l'uso di termometri che non prevedono il contatto. Il minore non dovrà essere lasciato da solo ma in compagnia di un adulto che preferibilmente non dobrà presentare fattori di rischio e che dovrà mantenere, ove possibile, il distanziamento fisico di almeno un metro e indossare la mascherina chirurgica fino a quando l'alunno non sarà affidato a un genitore/tutore legale. I genitori dovranno poi contattare il Pediatra o il Medico di base per la valutazione clinica (triage telefonico) del caso.

La riapertura posticipata delle lezioni al 24 settembre permetterà di far riallestire le aule con i banchi monoposto, un'operazione non da poco in termini logistici. Lunedì nel plesso di via Polonia, della scuola Emma Castelnuovo a Latina arriverà il primo carico di banchi dal Ministero e come scrive l'assessore alla scuola Gianmarco Proietti - «ci sarà la Polizia Locale a chiudere la strada per il passaggio di un autotrasporto di 10 metri. I banchi più vecchi verranno trasferiti in un altri plessi, ad ogni cambio di banchi. Difficile, complesso, ma ci siamo fatti trovare pronti. Come per il verde nei giardini, come i lavori di manutenzione e strutturali e come per la mensa. Ci chiediamo che caos ci sarebbe stato per i bambini e i genitori al primo giorno di scuola. La buona amministrazione è costretta a farsi le domande giuste prima degli altri, per trovare risposte a problemi che ancora devono manifestarsi».