Le ragioni del Sì e del No al taglio dei parlamentari a confronto davanti a una platea di studenti. Ieri negli spazi dell'ex Claudia si è tenuto infatti l'incontro voluto dal Consiglio comunale dei giovani in vista del referendum confermativo del 20 e 21 settembre, un dibattito (moderato da Riccardo Toffoli) che ha visto il deputato Marco Bella (M5S) e il senatore Gregorio De Falco confrontarsi sulla legge approvata dalle due Camere che riduce i parlamentari. Una legge che ora dovrà passare attraverso il referendum.

De Falco, senatore indipendente dopo essere stato espulso dal M5S nel 2018 per essersi opposto al decreto sicurezza e al provvedimento di condono per le case di Ischia, ha motivo le ragioni del «No» essendo tra i primi firmatari del referendum. «Serve una scelta politica, non un cambio così punitivo. Le istituzioni hanno un costo, è vero, come la sanità. In cambio però le istituzioni - spiega De Falco - offrono un servizio, in questo caso un servizio democratico che non va considerato come una voce di costo aziendalistico, e noi abbiamo il dovere di opporci. La democrazia è una voce di costo per chi ha rispetto della democrazia».

Di opinione diversa invece il deputato Marco Bella, schierato per il Sì al taglio di deputati e senatori. «Se 945 parlamentari andavano bene senza i Consigli regionali (le prime elezioni regionali si sono tenuti nel 1970), con l'inserimento di questo organismo sarebbe stato giusto un adeguamento. Inoltre - afferma Bella - molto è cambiato rispetto al passato: nel 1963 per cercare un parlamentare bisognava spedire una lettera, andare a Roma o incontrarlo a margine di un comizio; oggi invece è possibilità contattarlo in maniera più semplice tramite una mail o i social. Non vedo quindi nulla di male sul taglio dei parlamentari, anche perché li stiamo riducendo».