Non si nasconde l'ennesima speculazione edilizia dietro la variante per la trasformazione del sito industriale Ortofrutticolapontina in un centro polifunzionale, bollata dall'assessore all'urbanistica del Comune di Latina con la scusa fuorviante del consumo del suolo, svelando implicitamente che la bocciatura è stata soprattutto di natura politica anziché tecnica.

Di certo non era stato pensato come una colata di cemento indistinta il progetto portato avanti dalla proprietà del sito industriale in dismissione sulla statale Monti Lepini. Nell'arco di oltre quindici anni, l'imprenditore che si cela dietro quella variante, ha pensato un luogo diverso dai centri commerciali ai quali siamo abituati a Latina e si è speso affinché quel progetto fosse sostenibile, sotto tutti i punti di vista. E i vantaggi per la collettività non erano pochi, a discapito della speculazione, grazie alla visione lungimirante di chi, quel progetto, lo ha coltivato con dedizione, senza risparmiarsi.

Il vantaggio più concreto resta certamente la viabilità, uno degli argomenti costati la bocciatura per il progetto sebbene il privato, dopo avere investito in uno studio molto puntuale, fosse disposto a realizzare cinque milioni di euro di infrastrutture stradali in parte ristrutturando quello che e in parte realizzando nuove arterie a servizio del centro polifunzionale e della fiera adiacente incompiuta, ma anche opere di completamento dei vicini quartieri alle porte della città, di fatto riequilibrando il traffico dell'intera zona compresa tra Piccarello e piazza Moro. Il tutto completato da aree di parcheggio, e realizzato a scomputo.