Una manifestazione per chiedere alle istituzioni nazionali  e al Comune di Aprilia di vietare gli spettacoli circensi che prevedono lo sfruttamento di animali. E' stato questo il senso del sit-in  di protesta che si è svolto ieri pomeriggio in via Cattaneo, davanti al terreno dove da due settimane è arrivato lo spettacolo itinerante.  Un presidio informativo rumoroso ma pacifico  promosso dagli attivisti di Animal Aid Italia, che si sono presentati davanti all'ingresso armati di megafono e di cartelli con scritto: "Gli animali sono nostri fratelli" o "Il tendone non è un habitat". Un picchetto organizzato per accendere  i riflettori sul tema e sensibilizzare l'opinione pubblica. «Non siamo contro i circhi, ma contro chi sfrutta e schiavizza gli animali. Esistono realtà bellissime, come il Cirque du Soleil, che utilizza semplicemente le doti degli artisti. Non possiamo invece accettare - spiega Sarah Jane Cahill, delegata di zona di Animal Aid  Italia - che  gli animali vengano prelevati dal loro habitat naturale e addestrati con metodi coercitivi,  come frusta e privazione del cibo per giorni,  per spettacoli che in natura non farebbero: un elefante su due zampe, un orso in bicicletta. Siamo qui per sensibilizzare la gente, per chiedere di non supportare con i loro soldi questi spettacoli, ma anche per chiedere ai politici di vietare l'ingresso dei circhi sul territorio di Aprilia  e in tutta Italia».

 Un aspetto quest'ultimo di non facile soluzione, visto che un'ordinanza del genere potrebbe essere impugnata. Perciò  l'associazione sta portando avanti un'azione per far approvare una legge nazionale. «Stiamo lavorando con diversi parlamentari per le leggi penali e civili sul tema, nonché  per il recepimento delle direttive europee sulle normative Cites. Come associazione - spiega il presidente di Animal Aid Italia, Pier Paolo Cirillo - chiediamo sempre delle verifiche, per esempio le gabbie quando lo zoo è aperto  devono essere doppie e qui non le vedo. L'attendamento del circo è un atto dovuto, vietarlo vorrebbe dire ricevere un ricorso al Tar. Esiste però una legge, votata in Parlamento su impulso della Lav, per lo smantellamento graduale dei circhi con gli animali. Speriamo dunque che l'iter legislativo possa arrivare a buon fine».

L'associazione però alle istituzioni chiede più controlli, soprattutto sulla normativa anti Covid. «Ogni cittadino - continua Cirillo - può chiedere al proprio sindaco la verifica  dei controlli igienico-sanitari. I circhi devono essere forniti di adeguate vie di fughe e termoscanner: qui ci sono? Anche perché è potenzialmente più pericoloso un contagio Covid in un tendone chiuso che in una struttura all'aperto. La nostra è una battaglia etico-civile e morale e il presidio è solo uno degli strumenti che abbiamo a disposizione, chiediamo che l'Italia si adegui al progresso compiuto dall'Europa: otto nazioni hanno già rinunciato al circo con gli animali».