Con una affluenza pari al 46,14% il referendum in provincia di Latina ha visto la vittoria del Sì con un dato superiore a quello nazionale: oltre il 72 per cento dei pontini ha scelto infatti di dire sì al taglio dei parlamentari. Il sentimento anti-politico ha dunque avuto la meglio, come del resto era ampiamente prevedibile dal momento che per il sì erano schierati tutti i partiti maggiori, dal Pd a M5S fino a Lega e Fratelli d'Italia. Anche se all'interno di questi ci sono state posizioni diverse e dubbi sparsi, è evidente che si è trattato di posizioni isolate e personali.


E adesso cosa accade? In provincia per la politica nei piani alti, quella in Parlamento, le prossime elezioni, nel 2023, saranno alquanto complesse. I posti disponibili per nuove candidature escluse quelle degli uscenti, sono davvero pochissimi. Per questo già da ieri tutti coloro che hanno ambizioni, a destra come a sinistra, hanno iniziato a concentrarsi sulle regionali. Ma anche qui, i posti non sono tanti per nulla. C'è un numero massimo di eletti che possono arrivare dalla provincia di Latina. E molto dipende anche dall'esito elettorale di un singolo partito.
E' evidente che il territorio pontino nei prossimi anni avrà pochi rappresentanti, la speranza è che siano anche "buoni". Di certo per tanti che hanno iniziato la loro carriera ormai anni fa, le prospettive di crescita e di conquista di posti al sole in Parlamento o in Consiglio regionale, si fanno davvero minime.