Era il 5 marzo scorso quando milioni di studenti in tutta Italia sono stati chiusi in quella bolla chiamata lockdown, interrompendo di colpo lezioni e interazioni per poi abituarsi insieme ai loro docenti con fatica, ma anche con nuove e inedite risorse, alla didattica a distanza. Dopo sette mesi domani la campanella risuonerà per loro e nelle loro scuole in tutta la provincia, pur con mille differenze da Comune a Comune, ma anche da istituto a istituto. Mentre ci sono quelli che hanno aperto il 14 settembre come Priverno, Sonnino, Bassiano e Santi Cosma ci sono poi altri sindaci che hanno deciso di posticipare l'apertura fino al 28, Terracina, Fondi e Castelforte. A questi si sono aggiunti negli ultimi giorni Sezze, Maenza e Monte San Biagio e ieri alcuni Comuni del sud pontino. Le attese e le paure sono tante e oscillano di giorno in giorno seguendo la curva dei contagi. Se molti banchi monoposto non sono arrivati il Comune di Latina ha cercato di non farsi trovare impreparato su lavori di manutenzione e allargamento dei plessi. «Dato il periodo particolare che stiamo vivendo, abbiamo lavorato tra mille difficoltà - ha spiegato l'assessore al decoro Emilio Ranieri - facendo però tutto il possibile affinché i lavori programmati si potessero svolgere secondo le previsioni ipotizzate. Lo stato di avanzamento dei lavori ha già effettuato spese per oltre 50% degli importi contrattualizzati e la ditta lavora con circa 20 operai impegnati su più plessi.

Contestualmente stiamo attivando un nuovo appalto per 336.000 mnila euro per il lavoro di manutenzione ordinaria e straordinaria ancora da svolgere. Nel mese di maggio scorso, non appena è stato possibile ripartire con i lavori in sicurezza, sono proseguiti poi i lavori di impermeabilizzazione di vari plessi scolastici – tra tutti la scuola Don Milani, con riapertura di vari classi – e stanno partendo anche lavori per le sostituzioni di infissi». Ieri il sindaco Damiano Coletta ha mandato il suo augurio agli studenti conq uesto messaggio: «Nonostante la terribile pandemia, a causa della quale dobbiamo continuare incessantemente a mantenere alta l'attenzione seguendo tutti i protocolli di sicurezza, vogliamo ripartire dalla scuola, ritrovarci, re-incontrarci, studiare, ascoltare, inventare nuovi processi e argomentare nuove idee per il progresso di una intera comunità. Ripenso, affascinato, ad una frase del Talmud (shabbat 119a) "Il mondo può essere salvato solo dal soffio della scuola", perché mai mi è sembrata così attuale, ci dà la speranza che solo attraverso la scuola riusciremo a ricostruire le fratture relazionali vissute. Allo stesso tempo ci fa sentire ancora il peso della responsabilità che abbiamo, ognuno nel suo ruolo, in merito alla riapertura durante una pandemia che non è terminata e che, dunque, ci fa convivere con il rischio di contagio». Coletta spiega agli studenti che troveranno «una scuola trasformata, non solo nelle regole, negli arredi, nei nastri rossi e verdi che segnaleranno le uscite e le entrate, ma anche nello spirito, una scuola che, pur riscoprendosi fragile, vuole rinascere consapevole della sua importanza per tutta la città. Non sarà facile, commetteremo errori ma insieme potremo rialzarci e continuare a camminare»