Superlavoro dei Caf durante l'emergenza Covid-19. Dallo scorso gennaio, infatti, i centri di assistenza fiscale del Lazio hanno aumentato la propria attività del 23% soltanto per il reddito di cittadinanza, con 136.450 nuclei beneficiari. Ma la crescita di domande ha riguardato anche il reddito di emergenza (tra i 400 e gli 800 euro in base all'Isee e alla composizione del nucleo familiare), i bonus mensili per i lavoratori autonomi e il bonus colf.
Le tre misure adottate dal Governo per fronteggiare la crisi economica causata dall'emergenza sanitaria sono state particolarmente richieste tramite i Caf. Ma non basta. I patronati sono stati presi d'assalto anche per il "Superbonus 110%" sulle riqualificazioni edilizie. Dunque, un periodo particolarmente intenso per i centri, introdotti nel 1991 con una specifica legge, che confermano così la loro funzione essenziale di orientamento fornita a cittadini e imprese.
La gamma dei servizi offerti dai Caf continua comunque ad aumentare: oltre alle dichiarazioni dei redditi (quest'anno i termini di presentazione sono stati spostati dal 23 luglio al 30 settembre), alle pratiche catastali, ai redditi di cittadinanza e di emergenza, il folto elenco include i bonus sociali (acqua, gas, elettricità, bebè, colf, vacanze); gli assegni familiari, di maternità e natalità); il calcolo di Imu, Isee e Tasi; la dichiarazione Iva; le registrazioni dei contratti di affitto; l'agevolazione del canone Telecom, le iscrizioni scolastiche.
In tale ambito, sono significativi alcuni dati del 2019. Attraverso i Caf, infatti, sono passate il 94,7% delle domande per l'Isee, in totale 7.578.000. Quasi l'85% delle dichiarazioni dei redditi è partito annualmente dai centri di assistenza fiscale; circa due terzi delle domande per il reddito di cittadinanza è passato per i Caf.
«I servizi principali vengono offerti gratuitamente grazie a convenzioni con lo Stato che, una volta tanto, premiano la proficua collaborazione tra pubblico e privato - spiega Domenico Mamone, presidente del Caf-Unsic, sindacato datoriale con oltre duemila uffici in tutta Italia - L'accordo con l'Inps vale quest'anno circa 117 milioni di euro, a fronte di attività che gli sportelli dei Caf offrono in termini concorrenziali sia per la prossimità, grazie ai circa 45mila sportelli sparsi in tutta Italia, sia per la competenza, sia per l'efficienza. E questo è un merito degli esperti a disposizione degli utenti. Inoltre le nostre strutture - sottolinea Mamone - sono rimaste aperte anche nel periodo di quarantena, rispetto a molti uffici pubblici». Ma c'è un problema emerso soprattutto negli ultimi anni, ovvero i tagli ai trasferimenti di risorse dallo Stato ai Caf: in totale, 30 milioni in meno tra il 2018 e il 2019, rispetto alla crescita parallela delle materie delegate.
«Quest'anno - spiega il presidente dell'Unsic - a causa della crisi da Covid-19 si è verificato un boom di richieste per alcuni servizi, come nel caso dello strategico Isee; circa il 35% di domande in più rispetto al 2019, che spinge in alto il più 20% dell'anno scorso. Crescono pure le richieste di reddito di cittadinanza base: secondo i dati dell'Inps riferiti allo scorso agosto, ne beneficiano ormai 1.464.835 nuclei familiari, per un totale di 3,081 milioni di persone. Nel Lazio sono 136.450, su 200.176 domande presentate». All'orizzonte, però, si profila un rischio da scongiurare. Se si esauriranno le risorse previste dalla convenzione con l'Inps per l'invio gratuito degli Isee, insieme ad altri servizi, alcuni di questi diventeranno a pagamento. Sarebbe una beffa e un danno, soprattutto per quanti hanno ottenuto i redditi di cittadinanza o di emergenza per far fronte alle necessità primarie.