Un virus troppo grande da capire per chi è così piccolo. I bambini degli asili nido e delle scuole dell'infanzia hanno pagato dall'inizio della quarantena, a marzo scorso, il prezzo forse più alto di questa pandemia. Stravolti nelle loro abitudini, niente socialità, niente mense, niente corse con gli amici. Speravano, con le loro famiglie, di riacquisire un pizzico di normalità.

E in questi giorni di ripresa ci stanno provando, ma non senza difficoltà a causa di quelle regole così stringenti che mal si adattano alla voglia di scoprire, giocare e imparare di una fascia di età così delicata. E le lamentele cominciano ad arrivare da più plessi. Bimbi obbligati a stare seduti cinque- sei ore con l'imperativo della sicurezza a discapito però della serenità e della necessità di muoversi che nella fascia 3-5 anni è un bisogno fisiologico, bimbi che non possono stare vicini, non possono alzarsi in alcuni casi perché vengono sgridati, non hanno giochi a disposizione e non possono nemmeno portare un disegno a casa. Alcune lamentele arrivano ad esempio dalla scuola dell'infanzia di via Cimarosa dell'istituto comprensivo Don Milani, dove sembra che queste regole siano particolarmente ferree lasciando poco spazio ad una tolleranza che sarebbe auspicabile: le mamme si chiedono se anche nelle altre scuole dell'infanzia ci sia questa rigidità.

«La prima regola fondamentale che è stata loro detta in modo diretto è che non possono avvicinarsi alle maestre – spiega una mamma – forse poteva esserci un approccio diverso, far capire con il gioco certe cose anche perché la sfera dell'affettività è importante per bimbi così piccoli. Poi gli fanno fare lavoretti giornalieri che non possono portare in nessun modo a casa, neanche se sono disegni. Mi sembra un controsenso dal momento che non possono essere lasciati materiali o giochi a scuola, questi lavori potrebbero dunque essere portati alle famiglie perché per i bimbi sono un momento importante, il premio del loro lavoro».

Dice un altro genitore: «Disegnano e basta perché non possono stare vicini, non possono alzarsi in alcuni casi perché vengono sgridati, per loro è difficile abituarsi a tutte queste regole». In questo modo si rischia di perdere di vista una finalità educativa essenziale: quella di perseguire il benessere e uno sviluppo emotivo sano del bambino come sostiene anche l'assessore all'istruzione Gianmarco Proietti che sta pensando di incontrare i dirigenti per affrontare alcune problematiche, tra cui proprio quelle segnalate negli asili. «Non si può pensare che un bambino possa stare seduto dalle 8 alle 16, ad orario completo, si deve pensare al suo benessere che contempla il movimento. Si possono adempiere alle norme di sicurezza per il Covid trovando però soluzioni di buon senso. Il nostro impegno insieme al servizio Ambiente è stato quello di mettere a posto tutti i giardini delle scuole, pronti per la riapertura. Questi spazi vanno utilizzati favorendo il gioco e l'apprendimento all'aria aperta, laddove è possibile».