Vada per le gare d'appalto che sono lunghe, macchinose e anche costose. Vada pure per l'emergenza Covid che dirotta le attenzioni altrove. E vada per la campagna elettorale che si è conclusa da qualche settimana e ha distratto. Poi c'è di mezzo la seconda ondata che preoccupa, e chi più ne ha più ne metta. Ma sono trascorsi due mesi dal guasto al funzionamento dei semafori mobili che regolano il senso unico alternato sul ponte del Sisto. E dopo tutto questo tempo, nessuno ci ha messo mano. Si tratta di un semaforo che garantiscel'alternanza del passaggio ai veicoli sul ponte "bailey" installato dopo tanta fatica per ricongiungere la strada provinciale divisa dopo l'abbattimento del ponte in cemento. Uno strumento per evitare disagi, favorire la sicurezza, disciplinare il disciplinabile. Ma niente. Per ora è tutto fermo. Tante le ipotesi che hanno determinato il black out dei semafori mobili (ottenuti anch'essi a fatica e battendo i pugni sul tavolo da chi vive e lavora in zona). La più accreditata, è il guasto durante un giorno di maltempo, che ha fatto saltare tutto. Da quel dì, però, solo promesse di intervento. Le auto intanto fanno autogestione, gli automobilisti si fanno i fari, un segno con la mano fuori dal finestrino. Un po' come facevano gli antichi. Non il massimo, vista l'entità irrisoria del problema. E visto che, ogni volta che esce fuori il tema del ponte sul Sisto, ci si preoccupa di confermare che il Comune di Terracina ha già pronti i soldi per la progettazione del nuovo e definitivo.