Analizzare le scelte fatte su Abc e sui rifiuti concretamente, andando al nocciolo dei dati e di ciò che è stato, o non è stato fatto. Lo chiede il segretario provinciale del Pd Claudio Moscardelli che, interpellato, innesta la sua riflessione nel dibattito scaturito in questa coda d'anno nella quale non un passo in avanti si è visto da parte dell'azienda speciale dei "beni comuni" su cui l'amministrazione ha scommesso tutto. «Il tema della gestione dei rifiuti rappresenta uno dei settori dell'Amministrazione Comunale di Latina attuale in cui registriamo un fallimento vero e proprio – esordisce Moscardelli - la scelta di ABC non va valutata in astratto o addirittura ideologicamente. Occorre esaminare la situazione concreta. Questa scelta è stata la causa di conseguenze negative pesanti per tutti i cittadini.

Il paradosso del fallimento
Per Moscardelli «aver fatto fallire la società partecipata Latina Ambiente è stata una decisione assurda. La gestione commissariale in un anno aveva prodotto un utile di 3 milioni di euro. Un fatto straordinario a fronte di 20 anni di gestione del centrodestra fallimentare con servizi inadeguati, differenziata minima e debiti per 25 milioni di euro. Una società depredata». L'analisi del Pd evidenzia come la gestione commissariale abbia dimostrato che invece Latina Ambiente poteva essere gestita in modo sano. «Si è deciso di costituire ABC e di far fallire Latina Ambiente senza valutare le conseguenze – spiega l'esponente democratico - la società Latina Ambiente vantava molti crediti verso l'Amministrazione Comunale. Sarebbe stato opportuno chiudere un accordo che poteva essere ottenutolo saldo e stralcio risparmiando il 50% dei crediti dovuti. Invece sì e fatto fallire la società con il risultato di aver già corrisposto a Latina Ambiente 13 milioni di euro, di dover pagare alla Societa altri 12/13 milioni di euro e mancherebbe ancora il tema della TIA non riscossa dal Comune e che deve essere versata a Latina Ambiente per altri 20 milioni di euro. Non ho mai sentito una società fallita con una disponibilità di cassa così grande. Un record. Quindi sono state bruciate risorse enormi per pagare una società fallita: arriveremo alla cifra incredibile di 40/45 milioni di euro». Ma l'analisi indirizzata alle scelte della giunta Coletta va oltre.

Il nodo discarica
«Con il fallimento di Latina Ambiente abbiamo consentito di mettere all'asta la discarica di cui era proprietaria Latina Ambiente finita ai privati che ora cercano di utilizzarla facendo rientrare Borgo Montello nel ciclo rifiuti, dopo che il PD e i comitati avevano fatto tanto per farla uscire dal settore rifiuti per essere solo bonificata e restituita l'area ai cittadini e alla vocazione economica propria. I cittadini avrebbero avuto diritto al ristoro per tanti anni di servitù della discarica ma sono stati sempre ignorati. I comitati hanno chiesto a gran voce la bonifica che è tema di competenza del Comune e non della Regione». Poi l'affondo all'indirizzo di chi sulla sua alterità rispetto alla destra e al passato ha costruito una immagine e un percorso: «Cosa è cambiato in questi quasi 5 anni ? – si chiede Moscardelli - Nulla ... in totale continuità con la cattiva gestione della destra. I risultati sono lì a testimoniarlo anche sulla differenziata: la differenziata nel 2019 è al 28% quando sarebbe dovuta essere al 65% secondo il piano presentato da ABC e annunciato dal Comune. Risorse enormi bruciate per decine di milioni di euro e discarica ai privati con rischio di rientro di Montello nel ciclo rifiuti, anche grazie all'assenza di scelte da parte dell'Amministrazione. A cosa serve la retorica del nuovo corso se si producono disastri di questo tipo? Si dice che questo anno partirà la raccolta differenziata porta a porta. Accadrà ?». «Dovesse accadere – conclude tirando le somme il segretario provinciale - sarebbero passati quasi 5 anni. Lentezze e sprechi enormi»