Rifiuti
06.11.2020 - 18:00
La cava in via Savuto
Mentre il Comune di Aprilia si prepara a fronteggiare il nuovo progetto di Paguro-Rida per realizzare la discarica a La Gogna emergono gli errori compiuti dall'amministrazione Terra nella gestione dell'iter sulla caratterizzazione del sito inquinato. Errori che rischiano di pesare sulla richiesta di Via avanzata società. Una critica che stavolta non arriva dall'opposizione ma dall'attuale assessore all'Ambiente Monica Laurenzi, che nella commissione di ieri – illustrando la strategia di difesa dell'ente – ha bollato come sbaglio la scelta del suo predecessore, che nel luglio 2019 accettò la proposta della Paguro di finanziare la caratterizzazione dei rifiuti interrati oltre 30 anni fa. Un'operazione propedeutica alla bonifica che oggi si manifesta con la richiesta di realizzazione di un deposito di rifiuti da 660 mila metri cubi: in pratica una discarica che, oltre ai rifiuti interrati trattati (secondo l'azienda 68 mila metri cubi) e rimossi dal terreno, dovrà contenere anche i sovvalli di tutti gli altri rifiuti che saranno necessari per finanziare l'opera. «Vi assicuro che accettare la caratterizzazione finanziata dalla Paguro è stato un errore, lo pensavo allora e lo penso ancora di più oggi» ha detto al termine del suo intervento l'assessore, un discorso nel quale non ha lesinato critiche alla Provincia di Latina. «Per contrastare questa discarica dobbiamo mettere in campo lo stesso livello di tenacia che la Paguro utilizza portare avanti i suoi progetti, perché i nostri sono interessi contrapposti: il nostro è che ad Aprilia non si chiuda il ciclo dei rifiuti. Chiedo perciò - ha detto Monica Laurenzi - il contributo della commissione per preparare tutte le osservazioni opportune a dire no al piano, così come in questa battaglia sarà fondamentale il contributo delle associazioni Ma soprattutto faccio un appello al presidente della Provincia di Latina e a tutti i sindaci del territorio pontino: da un anno e mezzo viene rimpallata questa vicenda sull'individuazione di un sito pubblico, adesso però basta: è tempo di decidere. La Regione ci chiede di scegliere un sito e finché non sarà individuato lasceremo una corsia preferenziale al privato».
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