«Sarà una battaglia per la difesa di Roma e del Lazio». Non ha usato mezzi termini l'assessore regionale Alessio D'Amato, che ieri ha fatto il punto della situazione nel Lazio, unitamente al presidente della Regione Nicola Zingaretti. Fra l'altro D'Amato aveva già anticipato che il picco della seconda ondata era previsto per metà novembre. Ma ieri ha precisato che la curva sarà in ascesa per tutto il mese. E il Lazio è in trincea. Con l'elmetto. Ha argomentato D'Amato: «È uno sforzo straordinario che chiediamo alle strutture e dovranno metterlo in campo entro una settimana. Il dimensionamento della rete è fatto attraverso scenari, che in questo caso prevedono un andamento ancora in ascesa della curva epidemica fino a fine novembre, ed è sufficiente a contenerlo. O le misure messe in campo producono gli effetti di raffreddare la curva o tutti gli altri scenari saranno di fronte a tutto il Paese».

Fermare la curva
È questo l'imperativo categorico di Nicola Zingaretti. Il Governatore ha spiegato che «in questi mesi abbiamo difeso il Lazio e la Capitale». Ha ringraziato i cittadini «per i comportamenti virtuosi», poi ha aggiunto: «Teniamo alta la guardia. Il Lazio al momento è in fascia gialla perché hanno funzionato le nostre misure di tracciamento e contenimento ma l'essere in fascia gialla non deve essere interpretato in alcun modo come un semaforo verde». Quindi la sottolineatura: «Occorre fermare la curva del contagio a ogni costo e, allo stesso tempo, essere vicini alle persone e alle loro preoccupazioni, non solo di tipo sanitario, e investire per la crescita. Occorre essere uniti per la rinascita della nostra Regione e del Paese».
Il potenziamento della rete
Sempre ieri Zingaretti ha firmato un'ordinanza per 5.310 posti letto Covid nel Lazio, di cui 4.409 di degenza ordinaria e 901 di terapia intensiva e sub-intensiva. Teniamo presente che adesso i posti letto sono 2.913, dei quali 2.381 ordinari e 532 di terapia intensiva e sub-intensiva. Su 40 strutture coinvolte. Ha affermato Zingaretti: «Nel Lazio la tenuta è sotto stress, ma c'è ed è figlia di regole arrivate nel momento opportuno e comportamenti virtuosi. Per i prossimi trenta giorni bisogna tenere l'attenzione molto alta». Un concetto sul quale il presidente della Regione ha insistito moltissimo, ribadendo più volte «che il nemico è il virus, non le regole». Notando: «Ci aspettano giorni di battaglia».
Sempre sul versante del potenziamento della sanità ha detto la sua anche il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini. Rilevando in una nota: «Dall'inizio della pandemia nel Lazio abbiamo assunto 6.495 unità di personale: 855 medici, oltre 4.600 infermieri e oltre 900 altre figure professionali. Sul totale, 3.838 sono state assunzioni a tempo indeterminato. Ci sono criticità, certo, ma si sta compiendo uno sforzo incredibile per contrastare il Covid-19 e garantire la tutela della salute di tutti i cittadini. Abbiamo difeso il Lazio grazie soprattutto ai comportamenti corretti delle persone, ma essere in fascia gialla non significa assolutamente abbassare la guardia: il rispetto delle regole è fondamentale. Solo insieme e uniti possiamo battere questo virus». È chiaro che questa seconda ondata sta provocando un impatto fortissimo sulla rete ospedaliera del Lazio, che è diventata una vera e propria linea Maginot.

Focolai e picco
L'assessore Alessio D'Amato ha detto: «In tre settimane sono raddoppiati i focolai, siamo passati da 246 a 455: l'89% è avvenuto in ambito familiare. Ci troviamo con un Rt dell'1,29, un po' più bassa a Roma e un po' più alta nelle province. Questo deve far alzare il livello di attenzione, abbiamo un'incidenza media di 181 casi ogni 100.000 abitanti. Sarà una battaglia per la difesa di Roma e del Lazio. Sul nodo dell'innalzamento della curva dei contagi con moltissimi casi legati a ciò che avviene in famiglia, D'Amato ha notato: «Questo è legato alle misure, che devono essere adottate, di protezione individuale e di promiscuità. Abbiamo passato una pazza estate, in cui tutto ciò è avvenuto meno e ancora ne stiamo pagando le conseguenze». E ancora: «Siamo in zona gialla, ma possiamo diventare zona rossa: dipende solo da noi. Non ci deve far abbassare la guardia, alziamo le linee di difesa. Nelle ultime settimane sono raddoppiati i focolai, in particolare in ambito familiare. Servono azioni di prevenzione e tutela». Per D'Amato «non c'è nessuna competizione fra le regioni». Specificando: «Siamo tutti nella stessa barca, l'obiettivo è sconfiggere il virus, non la tabella dei colori. Non perdiamo neanche un minuto dietro alle polemiche, noi lavoriamo per difendere Roma e il Lazio».

La fase del plateau
Ma D'Amato ha altresì messo l'accento su uno scenario importante. I numeri assoluti sono enormi, ma da giorni la curva è più o meno stabile e sembra adagiata sul "plateau". I contagi di questa seconda ondata, ha spiegato D'Amato, sono 12 volte superiori a quelli di marzo. L'assessore ha dichiarato: «Con i casi giornalieri di questa settimana sembra che siamo in un quadro di plateau». Il plateau, letteralmente l'altopiano, a cui fanno riferimento gli esperti, si riferisce al piano che assume la curva dei contagi dopo l'impennata. Si tratta di una fase comune a tutte le pandemie, durante la quale è necessario mantenere tutte le misure di emergenza già previste per arrivare poi alla discesa. Il che lascerebbe presupporre che, fermo restando che i numeri assoluti sono altissimi, però c'è una certa stabilizzazione del profilo della curva.

Rischio tilt del sistema
Ha notato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: «Non c'è il lupo cattivo. Il virus è il problema, se non si ferma la curva, il sistema va in tilt su tutto il territorio nazionale. È esattamente il quoque della discussione di queste ore: la necessità di avere regole nelle chiusure del contenimento e comportamenti responsabili. Se non si dovesse fermare la curva, ci sarebbe un problema molto serio di contenimento e ospitalità del sistema sanitario. Nel Lazio, quando abbiamo capito qual era la tendenza, abbiamo messo il coprifuoco alle 24 e l'obbligo di mascherine, perché ora i provvedimenti per fermare la curva sono la priorità assoluta per tornare a vivere. Siamo coscienti che il Covid ci ha fatto piombare nel tempo degli anni rubati, alle persone, ai giovani e agli anziani, molti dei quali ci stanno purtroppo lasciando per Covid in modo prematuro. Non va sottovalutata la percezione di frustrazione e paura, ma dobbiamo resistere per combattere questa battaglia che occorre vincere ricostruendo la speranza che ce la si può fare, fermando la curva del contagio a qualsiasi costo. Stando vicino alle persone per lavoro, sanità e crescita».

Vaccinazioni per l'influenza
In tutto il 2019 nel Lazio sono stati fatti 90.000 vaccini. Quest'anno, in meno di un mese, siamo già a quota 700.000. E ne verranno distribuite ancora 1.400.000 dosi. Zingaretti non ha dubbi: «Contiamo di avere la più grande campagna di vaccinazione della storia della Regione da quando esiste la vaccinazione anti-influenzale».

La trincea nel Basso Lazio
Per quanto riguarda il potenziamento della rete ospedaliera, in Ciociaria la situazione è questa: al Fabrizio Spaziani di Frosinone si arriverà ad una dotazione di 151 posti letto dedicati a pazienti Covid in questa fase. Ma la novità prevista nell'ordinanza firmata ieri da Nicola Zingaretti riguarda il Santa Scolastica di Cassino. Dove i posti letto per malati di Coronavirus, a regime, saranno 80. Il nuovo manager della Asl di Frosinone, dottoressa Pierpaola D'Alessandro, si è messa subito al lavoro per varare in tempi rapidissimi un piano per supportare le due aree della provincia, il nord e il sud. Già attivata una task force straordinaria in direzione generale, task force impegnata anche sul versante di assicurare massima sicurezza ai sanitari e assistenza qualificata agli utenti. Perché è evidente che 80 posti letto Covid da attivare all'ospedale di Cassino richiederanno uno sforzo enorme pure sul versante del personale. Ma il piano regionale considera anche le Rsa convenzionate, presso le quali sono ricoverati pazienti Covid: Ini Città Bianca (136 posti letto), Villa Gioia (29), Villa Serena (38), San Raffaele Cassino (24). In Ciociaria bisogna poi considerare la Rsa San Camillo (10). In totale, tra posti letto ospedalieri e quelli delle Rsa, siamo a 468 posti letto in totale.

In provincia di Latina, al Presidio ospedaliero Santa Maria Goretti, a regime, ci saranno 178 posti letto per pazienti Covid. Poi 10 posti letto alla Città di Aprilia. Quindi c'è il Presidio Ospedaliero Dono Svizzero di Formia, con 6 posti letto. La "ratio" dell'intera ordinanza di Zingaretti è quella di potenziare la trincea dei posti letto in questa seconda ondata. Il punto è che i numeri assoluti rischiano di mandare in tilt il sistema ospedaliero. È per questo che il Lazio ad ottobre ha stabilito il record tra le regioni italiane per casi testati ogni 100.000 abitanti: 4.641 dal 22 ottobre al 4 novembre. Adesso però si entra nella fase cruciale, quella della battaglia del Lazio.