Il sindaco di Terracina Roberta Tintari questa mattina ha fatto il punto in Consiglio comunale sulla situazione dei contagi, all'indomani della conferenza dei sindaci convocata ieri alla presenza con i vertici della Asl. Diversi i punti affrontati dal primo cittadino. Si comincia con la richiesta di istituzione di un drive-in a Terracina per dare la possibilità di eseguire un tracciamento con tamponi rapidi. In conferenza dei sindaci la richiesta è stata rinnovata: "Ho manifestato le mie difficoltà, ho insistito molto su questo punto - ha detto - e ieri ho inviato una pec al Direttore generale. Ci hanno informato che ci saranno altre due strutture abilitate a fare il tampone molecolare, l'unico che attiva i protocolli sanitari, e sarà all'Icot di Latina e  una struttura di Formia. Si tratta di una informazione importante, perché il problema risiede proprio negli 8 giorni che trascorrono tra il tampone antigenico e quello molecolare, con relativi disagi per le famiglie che attendono con ansia il responso, l'unico, quello molecolare, che ha una validità per le procedure Asl. Insisterò - ha concluso - per avere il drive-in".

Un passaggio è stato fatto sulla piattaforma della Asl alla quale accedono i medici di base e i sindaci per avere la situazione sotto controllo. Ovviamente, come per il resto d'Italia, il tracciamento è sempre più difficile e seguire tutti i casi è una corsa impossibile. Il sindaco ha voluto per questo ringraziare gli operatori sanitari che si occupano dell'inserimento dei dati anche fino a notte fonda, mettendo a disposizione il Comune per collaborare al tracciamento. Le difficoltà di aggiornamento ricadono ovviamente, oltre che sui diretti interessati, anche sui controlli delle forze dell'ordine rispetto ai nominativi dei positivi attuali o negativizzati. 

Tintari ha poi voluto fare un passaoggio su situazioni particolari e delicate, che necessitano di assistenza immediata. Ovvero le persone sole, positive in casa, che non possono fare le cure ed essere assistite. "Segnalatelo al Comune" l'appello del primo cittadino, "così che noi possiamo comunicarlo al direttore del Distretto socio-sanitario, è aperto a Latina Scalo un albergo per pazienti Covid, lì la persona anziana viene accudita, e gli ospedali vengono liberati".

La situazione delle scuole. Tintari esordisce: "I nostri studenti nelle scuole, tra distanziamento e mascherine, sono più sicuri che altrove. Ieri c'è stato un caso di una famiglia tutta positiva, il cui bambino va a scuola. In quel caso è normale che mettono in quarantena la classe ma il bambino non si è infettato a scuola, si è infettato fuori. Possiamo anche chiudere le scuole - ha detto - ma chi ci tutela nel supermercato, fuori, a fare la spesa, a fare shopping? In questa situazione non possiamo fare altro che uscire solo se necessario, restare in casa. Certo, ci sono situazioni delicate che sottoporrò al prefetto, come il bambino che ha a casa genitori malati oncologici, e che dunque non dovrebbe andare a scuola per tutelare i genitori e potrebbe seguire lezioni da casa. "Ma se un bambino in quarantena resta a casa, cosa fa? Sta con i nonni, con gli zii, va a fare la spesa, non smette di girare e circolare. Non sempre è possibile tenerlo in casa".

I numeri delle scuole non sono allarmanti, ha ribadito Tintari. Il sindaco li ha elencati, plesso dopo plesso. Particolare solo la situazione dell'istituto comprensivo Don Milani, e precisamente la scuola dell'Infanzia della Giovanni Paolo II, che oggi vede 8 sezioni chiuse su 10 dopo che un'insegnante di religione è risultata positiva. La primaria della Giovanni Paolo II ha 5 classi in quarantena su 24. Il plesso Manzi, ha una classe in quarantena su 7. La primaria della Manzi, 1 classe su 14, mentre la Don Milani 1 classe su 14. Quanto all'istituto Montessori, nel plesso Delibera, su sette classi nessuna è in quarantena, lo stesso alla Aldo Moro, 4 classi e nessuna quarantena. Il plesso Lama, una sola classe, zero quarantene mentre la Bragazzi, di 15 classi ha 3 classi in quarantena e una è stata chiusa oggi. Quanto alla elementare Fiorini, 2 classi sono in quarantena su 7, oggi ne è stata chiusa un'altra. La scuola media Monti, su 19 classi ne ha due in quarantena. A Borgo Hermada, c'è la scuola dell'infanzia che ha 1 classe su 7 in quarantena, mentre la scuola dell'infanzia a La Fiora è stata chiusa perché legata al contagio dello stesso insegnante di religione. 

"La percentuale non è elevatissima" ha detto il sindaco, "io non ho il potere oggi di chiudere le scuole e credo che sia più il comportamento che si tiene fuori dalle scuole a dover essere atenzionato". Ad ogni modo Tintari ha assicurato di essere in contatto costante con il presidente della Provincia Carlo Medici, il sindaco di Latina Damiano Coletta che guida la Conferenza dei sindaci, con gli altri sindaci e con il distretto. Siano, ha aggiunto, il prefetto o la Regione ad assumere decisioni, anche se, aggiunge, "Latina è la provincia con meno casi nel Lazio. A Terracina si stanno registrando dei decessi, per ora si tratta di persone anziane e con patologie pregresse. La maggior parte dei positivi è asintomatica, e viene curata a casa. 

Massima disponibilità, dunque, ad ascoltare le istanze della cittadinanza. Posizione ribadita dal capogruppo della Lega Valentino Giuliani, che ha accolto di buon grado l'idea di sostenere il tracciamento e ha chiesto al sindaco di istituzionalizzare un momento di condivisione delle informazioni. "Almeno una volta a settimana, una conferenza dei capigruppo con una riunione dedicata, con le scuole, si potrebbe lavorare con i dirigenti scolastici, redigere un mini-protocollo con la Asl, per far sì che gli insegnanti siano obbligati a fare il tampone ogni due settimane. Andiamo avanti tutti uniti - ha concluso Giuliani - qui non si tratta di maggioranza o opposizione".