Un mese dopo la chiusura per inagibilità della Chiesa Santa Maria Assunta in Cielo di Maenza, nulla è concretamente mutato rispetto al giorno in cui i vigili del fuoco hanno effettuato il sopralluogo, da cui è scaturita l'ordinanza con cui il sindaco Claudio Sperduti ha dato forma al provvedimento.

Per cercare di smuovere la situazione, don Alessandro Trani, parroco della Comunità Maentina, ha scritto una lettere indirizzata proprio al primo cittadino maentino e a tutto il Consiglio Comunale: «Ad un mese dalla ordinanza con la quale è stata chiusa, per motivi di sicurezza, la chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta in Cielo di Maenza, voglio condividere e mettere per iscritto alcuni passi da seguire per avviare i lavori, ormai urgenti, per il restauro del tetto e della facciata e riportare la suddetta chiesa al suo antico splendore. Premetto che la CEI finanzia il progetto con un contributo pari al 70% dell'importo totale e il restante 30% spetta alla parrocchia. La spesa prevista per i lavori comprensiva di iva e spese generali, come da quadro economico è pari a 484.717,14 euro. Il contributo CEI ammonta a 339.302 euro. L'Ente proprietario, la parrocchia, deve metterci il restante 30% ovvero 145.415,14 euro». La nota di Don Trani affronta la questione di come rinvenire questo finanziamento ulteriore: «Non avendo la parrocchia le possibilità economiche, per far fronte all'importo richiesto, vengo a chiedere un aiuto economico. Per non perdere il contributo CEI è necessario fissare una data, nella quale poter fare un incontro, in cui sarà presente il vescovo Mariano Crociata. Ritengo opportuno arrivare a tale data con dati concreti: presentazione del finanziamento CEI, disponibilità dell'intera amministrazione, composta dalla maggioranza e minoranza, a dare un contributo. La restante parte potrà essere coperta con una proposta che presenterò nello stesso incontro, chiedendo un minimo impegno economico, a cui ognuno potrà aderire e che permetterà di far fronte al mutuo. Per concretizzare la proposta ho bisogno di conoscere, non a voce, ma in concreto, il contributo concesso dal Comune».

Solo a quel punto la pratica potrà diventare esecutiva: «L'impegno della parrocchia a fare un mutuo bancario e ulteriori pratiche burocratiche richieste per avviare i lavori permette di attivare la procedura. Confido in un riscontro veloce e positivo».