Manca poco alla fatidica data che potrebbe fare da spartiacque definitivo tra un prima e un dopo sulle concessioni demaniali marittime a fini turistici. E non a caso il Comune proprio in questo periodo è alle prese con la materia, complessa e sempre più urgente per gli uffici. Formalmente il 31 dicembre scade la proroga che aveva allungato le concessioni attuali dal 2015 al 2020, in attesa di armonizzare la normativa nazionale alla direttiva Ue: la famosa Bolkestein.

Siamo, insomma, allo scoccare dell'entrata in vigore della direttiva che prevede, in ossequio al principio della concorrenza europea, la messa a gara delle aree demaniali. Dunque, stop alle concessioni che si rinnovano automaticamente. Questo, almeno, in linea generale e dopo che la sentenza della VI sezione del Consiglio di Stato dello scorso 18 novembre, applicando la normativa dell'Unione Europea, ha stabilito che le leggi nazionali che prevedono proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime siano in contrasto con il diritto europeo e che vadano pertanto disapplicate.

Un dilemma, per gli amministratori comunali, gli stessi che lo scorso mese di aprile, in pieno lockdown, decisero di lanciare un messaggio agli operatori balneari deliberando la proroga al 2033 delle concessioni. Un messaggio e niente più, però, di accordo nel recepire la legge 145/2018 che prevede la proroga automatica fino al 2033, C'è anche un emendamento approvato neella Commissione Bilancio e inserito nel dl Rilancio, che di fatto lo ribadisce. Ma nulla è certo. Pareri, cavilli, gerarchia delle fonti, è un rompicapo. Con i Comuni che da un lato sono chiamati a rispettare il dettato di una legge nazionale, dall'altro però a recepire una norma comunitaria.

Materia buona per l'avvocatura comunale, che tra la sentenza del Consiglio di Stato del novembre dell'anno scorso, alcune pronunce di Tar regionali anche recenti e la norma comunitaria, avranno un bel da fare per districarsi. Intanto i sindaci della Provincia hanno deciso un percorso condiviso, e stanno per sottoporre una proposta di deliberazione alla Regione e alla Camera di Commercio.