La notizia della messa in vendita della sede dell'Intendenza di Finanza a Latina non poteva non scatenare un dibattito in città. Così l'ex sindaco Vincenzo Zaccheo ne approfitta per ribadire un pensiero che ha già espresso con convinzione quando si è parlato della vendita dell'immobile dell'ex Banca d'Italia. Il palazzo dell'Intendenza di Finanza, dove nelle passate consiliature avevano sede le commissioni consiliari e la presidenza del Consiglio comunale, è in vendita per il prezzo di oltre 6 milioni di euro. Il palazzo è proprietà pubblica e fa parte del patrimonio che viene dimesso. La struttura è per questo soggetta a particolari vincoli.

«E' importante che il nostro centro storico non perda la valenza di un luogo dedicato alla socialità e alla cultura e per questo motivo ritengo opportuno che il Comune di Latina attivi la procedura più opportuna per non perdere l'occasione di acquisire al patrimonio comunale un luogo iconico come l'Intendenza di Finanza - afferma Vincenzo Zaccheo - Dunque la messa in vendita di quell'edificio costituisce ancora una volta un'occasione e un pericolo da non sottovalutare». Il perché è presto detto. «Il centro storico di una città come la nostra, svuotato di servizi deve necessariamente essere rivitalizzato attraverso contenuti utili alla nostra comunità. Ecco perché questa è l'occasione giusta per realizzare finalmente, come ho sempre immaginato, un polo universitario nel centro di Latina, restituendo così un'anima al nucleo di fondazione, un disegno che andrebbe portato avanti senza esitazioni. Sarebbe dunque fondamentale a mio avviso non lasciarsi sfuggire l'opportunità che offre oggi l'Intendenza di Finanza quale naturale sede universitaria in Piazza del Popolo. La procedura da seguire dovrebbe essere quella dell'approvazione in Giunta di una normativa applicabile all'isolato o all'immobile interessato con la quale stabilire la destinazione a Servizi Universitari».

Una mossa che secondo Zaccheo andrebbe a dare nuova vita al centro storico.
«Per rivitalizzare il nostro centro storico così carente di centri aggregativi, è necessario insediare in quell'edificio qualcosa che funga da aggregatore culturale e sociale come appunto una sede universitaria. Ecco perché invito il sindaco Coletta e tutto il Consiglio Comunale a mettere al più presto in campo ogni iniziativa necessaria ad acquisire, come hanno già fatto ad esempio a Frosinone per la Banca d'Italia, un edificio che potrebbe essere, ma soprattutto dovrebbe rappresentare, un grande patrimonio per la nostra comunità. Così come poi l'amministrazione Comunale dovrebbe attivarsi anche per spingere La Sapienza ad arricchire ulteriormente di corsi di Laurea e di facoltà la sede universitaria di Latina».

Zaccheo poi rivolge un appello ai parlamentari. «Rivolgo inoltre anche un appello ai deputati del collegio di Latina in particolare all'onorevole Durigon, già sottosegretario al lavoro del governo Conte, perché nella prossima finanziaria venga inserito un emendamento che doti il Comune di Latina delle risorse necessarie all'acquisizione di edifici funzionali a questo progetto come appunto la sede della Banca d'Italia e l'Intendenza di Finanza in Piazza del Popolo. Il mio sogno per il centenario della nostra città è quello di vedere finalmente realizzato nel cuore di fondazione la Cittadella Universitaria che ho sempre immaginato, un luogo pieno di studenti e di fervore culturale, dinamico e ricco di attività che ravvivino il nostro tessuto economico. Insieme a questo, l'altro sogno per il nostro centro storico è quello di vedere restituito al patrimonio cittadino il Palazzo delle Poste con il ripristino della scala di Angiolo Mazzoni.

La cultura e l'offerta universitaria possono essere dunque il più grande volano di crescita economica di Latina e possono rappresentare la ricetta più giusta per riaccendere il cuore e l'anima della nostra città giovane proiettata verso il traguardo dei suoi 100 anni.
Se sapremo attuare un progetto strategico come quello di realizzare un polo universitario nel centro di Latina potremo dare una prospettiva al nostro futuro, altrimenti dovremmo rassegnarci a vedere la nostra amata città trasformata in un luogo sempre più marginale nei processi di sviluppo e di crescita del nostro Paese e della nostra Regione».