«Non nel mio Comune» è stata la parola d'ordine dei sindaci che hanno partecipato ieri al Comitato ristretto che ha il compito di definire i criteri di scelta dei siti che dovrebbero ospitare gli impianti di stoccaggio e di trattamento dei rifiuti in ambito provinciale. La riunione presieduta dal sindaco di Pontinia Carlo Medici, nella veste di presidente della Provincia, si è svolta anche ieri in videoconferenza ed ha impegnato i partecipanti, una decina di sindaci, sulla definizione dei requisiti attraverso i quali individuare i siti idonei, piuttosto che indicarne una rosa ristretta sulla quale pronunciarsi in maniera definitiva con un sì oppure con un no.

A un metro dal traguardo, visto che entro lunedì bisognerà prendere una decisione e trasmetterne l'esito alla Regione, il senso del lavoro finora condotto per cercare di delineare un quadro di riferimento puntuale e tecnicamente ineccepibile promette di sfuggire di mano ai sindaci, un rischio contro il quale Carlo Medici ha cercato di mettersi di traverso proponendo che a decidere sulle soluzioni finali da mettere ai voti siano i tecnici dell'amministrazione provinciale, ai quali è stata affidata una griglia di riferimento che partendo del dettato del Piano provinciale dei rifiuti, tenga in considerazione la collocazione degli impianti da sud a nord, la compatibilità dei siti con le norme vigenti in materia di ambiente e di vincoli paesaggistici, le dimensioni dei comuni ospitanti, il collegamento viario per il trasporto. «Alla base di tutto - ha spiegato Medici ai colleghi - deve esserci l'idea che non stiamo lavorando per inquinare qualcosa o qualcuno».

L'orientamento dei tecnici di via Costa è chiaro: i siti più idonei sono rappresentati dalle cave dismesse e dalle zone industriali, e la scelta dovrà ricadere su un sito al sud e uno al nord della provincia.
Secondo questo schema e questa impostazione, lunedì l'assemblea di tutti i sindaci pontini sarà messa di fronte ad una serie di opzioni che rappresenteranno ciascuna uno scenario con due localizzazioni. Si voterà per ciascuna delle opzioni presentate, e quella che riscuoterà maggiori consensi costituirà l'indicazione da trasmettere in Regione. Più facile a dirsi che a farsi, visto che nessuno potrà 9impedire a gruppi di sindaci dello stesso comprensorio di fare lobby per tenere distante dai rispettivi territori impianti eventualmente ritenuti politicamente scomodi e impopolari.
Su richiesta dei sindaci di Formia e Maenza, alle opzioni da mettere al voto dovrà essere allegata anche la quantificazione in termini economici dei benefit ambientali riconosciuti ai territori ospitanti.
«Come abbiamo già anticipato - insiste Carlo Medici - la nostra opzione, qualunque sarà tra quelle proposte, non contemplerà i siti di Borgo Montello e di La Gogna». Per quelli, è già pronta la Regione, senza bisogno di suggerimenti da parte dei sindaci.