Movimenti e associazioni si organizzano per dire "no" al nuovo progetto di discarica presentato in via Savuto; una contrarietà che, in tempi di emergenza Covid-19 e di distanziamento fisico, questa volta corre sul web. E così quella che solo pochi mesi fa sarebbe stata un'assemblea pubblica per informare la cittadinanza, si è trasformata in una riunione sulla rete - veicolato poi tramite i social - per ribadire la ferma opposizione al progetto della Paguro per La Gogna e alla riapertura della discarica di Borgo Montello.

L'iniziativa, organizzata dall'associazione Tuteliamo Aps, ha avuto il merito di riunire (seppur virtualmente) attivisti ambientali, esperti in ambito sanitario e comitati, dando voce ai territori con testimonianze dirette delle battaglie portate avanti in questi anni. Una discussione a 360 gradi che ha sottolineato l'insostenibilità delle discariche in assenza di programmazione del ciclo dei rifiuti , nonché sui motivi per i quali bisogna evitare che il deposito finale dei rifiuti possa essere individuato in una ex cava. «Una cava è come un corpo martoriato da sevizie, come il paesaggio risultante, e al termine del suo sfruttamento è doveroso ripristinare lo stato dei luoghi. Perché dunque in passato l'ente competente non hai mai preteso il giusto? La proposta di Paguro - spiega la geologa e presidente dell'associazione Tuteliamo, Rosalba Rizzuto - si inserisce nella riserva de La Ciocca, nella zona sud-ovest di Aprilia. Nelle vicinanze c'è l'oasi della Landriana e diverse vecchie discariche non bonificate. Ipotizzare che in quell'area possano venire abbancati 660 mila metri cubi in 20 anni metterebbe a rischio la falda, che si trova a pochissimi metri di distanza, che potrebbe essere contaminata del passaggio di mezzi e dal trasporto di rifiuti, così come rischia di essere contaminata la popolazione residente che vive a poche centinaia di metri. E tra 20 anni, quando tutto sarà finito, l'intera superficie sarà inutilizzabile e preclusa a ogni uso. Ergo, avremo distrutto un ecosistema, avvelenato un'area urbanizzata, esposto al rischio di dissesto un versante e perso 15 ettari di terreno».