L'amministrazione riprende l'iter lasciato in sospeso che dovrebbe portare alla caratterizzazione preliminare alla bonifica di tutti i siti inquinati ad alta ed altissima priorità presenti sul territorio di Aprilia. Un intervento finanziato dalla Regione Lazio per 600 mila euro stanziati dal 2018 e che dopo mesi di attesa potrebbe finalmente vedere la luce all'inizio del prossimo anno. Nelle scorse settimane infatti l'assessore all'ambiente Monica Laurenzi, ha convocato una prima conferenza dei servizi, coinvolgendo oltre agli enti preposti anche la proprietà della ex cava di Sassi Rossi, utilizzata a partire dagli ‘70 come discarica per i rifiuti di Aprilia e di altri Comuni limitrofi. La caratterizzazione sarà di vitale importanza per capire cosa è sepolto nel ventre del terreno posto a ridosso dei nuclei abitati di Campoleone e Casalazzara e soprattutto per comprendere quali siano le procedure più idonee da mettere in campo le attività di bonifica di quei terreni risolvendo, i problemi di inquinamento ambientale noti da decenni. L'attuale proprietario del terreno si è già detto disponibile a garantire l'accesso al sito e prima della fine dell'anno verrà convocata un'altra seduta della conferenza dei servizi per definire natura, modalità e tempistica dell'intervento. Chiuso l'iter, l'amministrazione si occuperà anche della ex discarica di Santa Apollonia.

«Il terreno dove sorge la ex discarica di Sassi Rossi – sottolinea l'assessore all'Ambiente Monica Laurenzi – ha un'unico proprietario, che ha preso parte alla Conferenza dei servizi e si è detto subito disposto a collaborare. Più complesso l'iter relativo a Santa Apollonia, terreno nelle disponibilità di diversi proprietari: la conferenza dei servizi in questo caso partirà all'inizio del prossimo anno. Abbiamo lavorato alacremente per raccogliere la documentazione relativa alla ex cava di Sassi Rossi e preso contatti con le Ferrovie dello Stato, che nell'ambito del piano di riqualificazione dei ponti della linea ferroviaria che attraversa Campoleone, avevano già effettuato una caratterizzazione: le informazioni in loro possesso, oltre alle testimonianze di residenti e proprietario del terreno potrebbero essere preziose per capire in quali punti effettuare i carotaggi, dal momento che l'appezzamento è molto vasto».

Una volta eseguite le analisi, inizierà la parte più difficile: il Comune dovrà cercare le risorse per bonificare il terreno. «Un'amministrazione – commenta l'assessore Laurenzi – non può disporre delle risorse necessarie per poter bonificare, intervento che può costare milioni di euro. Tuttavia confidiamo nel Green New Deal, piano attraverso il quale il governo metterà a disposizione risorse per le Regioni mettendole nelle condizioni di risolvere anche questo genere di problematiche. Tutti i passaggi verrebbero in questo caso finanziati e gestiti dalla parte pubblica».

Un cambio di marcia dunque rispetto al recente passato, ma che solleva ancor di più dubbi sul modus operandi scelto dalle civiche per la caratterizzazione del sito inquinato di via Savuto. Solo un anno fa, pur avendo già la disponibilità del finanziamento regionale per la caratterizzazione dei quattro siti inquinati di Aprilia, la Giunta Terra scelse di lasciare che a occuparsene fosse un privato, la stessa Paguro srl che oggi vorrebbe realizzare una discarica in cambio della bonifica di quel terreno, usato negli anni 80 da ignoti come discarica abusiva. E oggi, proprio la scelta del interamente "pubblico" per la risoluzione dei problemi ambientali del territorio, non ha altro effetto che sottolineare le contraddizioni di fondo di quella decisione che ha finito per catapultare la città su un terreno pieno di insidie.