Si fa sempre più ampio il fronte di opposizione alla realizzazione di una discarica a La Gogna. Anche i parlamentari si sono attivati per dire no al progetto della Paguro, con un'interrogazione parlamentare presentata da tre senatori della Lega (William De Vecchis, Gianfranco Rufa e Umberto Fusco) che chiedono al Ministro dell'Ambiente e al ministro dell'Agricoltura di bocciare il piano, un progetto che prevede un deposito di rifiuti da 660 mila metri cubi in via Savuto in cambio della bonifica del sito inquinato. Una bonifica che tuttavia riguarderebbe un terreno nove volte più piccolo dell'invaso che la società intende realizzare, come rimarcato nell'interrogazione. «Da una stima per difetto dei campionamenti effettuati nell'ex cava, il volume dei rifiuti interrati risulta essere di circa 68.000 metri cubi, ovvero ben inferiore alla capacità massima prevista dal progetto. Inoltre apprendiamo - scrivono De Vecchis, Rufa e Fusco - che l'invaso molto più grande previsto nel progetto servirà per contenere i rifiuti della bonifica e altri scarti trattati compatibili, che serviranno a finanziare l'iniziativa. Da ciò si intende che la discarica, o deposito per inerti, servirà a sostenere i costi della bonifica effettuata dai privati. Inoltre risulta che sul terreno era stata bocciata l'ipotesi di una discarica nel 2017».

I senatori della Lega sottolineano come l'eventuale progetto provocherebbe danni pesanti all'agricoltura del territorio. «In molte aree agricole - continuano - della zona esistono colture bio certificate, che rischiano di perdere il riconoscimento biologico in caso di realizzazione dell'opera, come ad esempio un sito di apicoltura certificata da circa 15 anni, in cui le api hanno a disposizione una buona varietà di macchia mediterranea originale, ormai rara, e che dista a meno di 2 chilometri dal sito. Inoltre dal punto di vista ambientale si tratterebbe di un danno enorme, data l'importanza delle coltivazioni».

Per questo nell'interrogazione si chiede ai ministri Sergio Costa e Teresa Bellanova di intervenire per difendere il territorio di Aprilia. «La questione sta sollevando profonde preoccupazioni da parte della cittadinanza per gli impatti ambientali e sanitari derivanti dalla realizzazione del piano vicino a centri abitati e a terreni agricoli di pregio. Considerato - concludono - che si tratta di terreno fortemente inquinato e che l'amministrazione, pur ricevendo finanziamenti regionali, non risulta aver provveduto alla sua caratterizzazione ai fini della bonifica, chiediamo ai ministri se non ritengano opportuno intervenire per garantire a territori di pregio del Paese la tutela degli equilibri naturali, delle produzioni agricole e soprattutto della salute dei cittadini, favorendo l'individuazione di aree idonee alla creazione di discariche presso terreni industriali esistenti. Invece di consentire interventi su aree limitrofe a centri abitati o a terreni agricoli».