Le «cameriere dei piani». Si chiamano proprio così le donne che effettuano le pulizie nelle stanze degli alberghi e una piccola squadra di queste operatrici si è rivolta all'Ispettorato del lavoro e al sindacato raccontando una storia di contratti violati che sembra uscita da un vecchio dossier ingiallito, mentre i fatti narrati sono degli ultimi mesi.

Si tratta di quattro addette alle pulizie in un albergo della città che hanno un contratto detto «a chiamata». Cosa sono? Trattandosi di attività che ha carichi di produzione variabili è possibile usufruire di un servizi a chiamata dei dipendenti. Negli ultimi mesi le buste paga delle donne delle pulizie dell'hotel sono sempre state pari a zero, dunque come se non fossero state mai chiamate.

In realtà nell'esposto presentato dal sindacato Uiltucs sono inseriti elementi di prova in base ai quali le dipendenti venivano pagate in nero per circa 30 euro al giorno, l'equivalente della pulizia di decine di stanze d'albergo, mansione che, se sottoposta a retribuzione ordinaria, avrebbe dovuto essere molto più alta. Prima di arrivare a questo esposto alcune delle lavoratrici hanno chiesto chiarimenti sulle buste paga a zero chiamate e la risposta è stata lampante: non sono state più convocate. Cioè hanno perso anche la retribuzione minima e in nero che avevano avuto fino a quel momento. «Trenta euro al giorno in nero sono pari a 3,50 euro all'ora, più o meno quanto vengono pagati i braccianti - dice Gianfranco Cartisano, segretario della UilTucs e autore dell'esposto per conto delle ormai ex dipendenti - quindi siamo di fronte ad una situazione analoga a quella che viene denunciata da anni nelle campagne, con maggiore eco di questa che appare una vicenda minore e invece è gravissima in quanto colpisce il reddito già bassissimo di donne che spesso col loro lavoro mandano avanti un'intera famiglia».

Il caso delle «addette ai piani» adesso è all'attenzione dell'ispettorato e, da procedura, potrebbe risolversi con una verifica della documentazione depositata e la possibile regolarizzazione delle posizioni con versamento degli arretrati. Ma non è escluso che si vada, invece, verso una vertenza con ricorso al giudice del lavoro.

Il fatto poi che il tutto si sia verificato nei mesi della pandemia rende la storia ancora più dura, considerati gli aiuti finanziari concessi alle aziende che hanno visto un calo degli incassi. E gli alberghi sono tra questi. Incentivi accordati anche per tutelare i lavoratori rimasti per mandare avanti la produzione residuale.