C'è un bilancio di fine anno che riguarda anche il pacchetto di partecipazioni pubbliche del Comune più importante del Lazio, dopo Roma. E a sfogliare quell'elenco emerge, con tutto il suo carico di errori, la storia ingloriosa di un ente che fino a pochi anni fa ha illuso se stesso e i cittadini di poter fare (anche) l'imprenditore. Secondo l'ultima «fotografia» delle società partecipate del Comune, tre su sei sono in procedura concorsuale. In specie: la Terme di Fogliano spa, di cui è stato dichiarato il fallimento, seppure impugnato, di cui l'ente ha una quota pari all'85,92%; segue la Latina Ambiente spa, di cui è stato dichiarato il fallimento e nella quale l'ente ha il 51%; e infine c'è la società Logistica Merci in regime di liquidazione, dove il Comune è socio al 95,34%.

Ci sono poi le partecipazioni «sane», la più importante delle quali è certamente la proprietà totale di «Abc» di cui appunto il Comune detiene il 100% delle quote; segue Acqualatina spa in cui il Comune di Latina rappresenta il più importante socio pubblico con un pacchetto di quote del 10,85% e, per finire, c'è la partecipazione nel Consorzio Industriale Roma-Latina con una quota pari all'8,64%.

Tranne la partecipazione consortile tutte le altre appartengono a servizi strategici come acqua e rifiuti ma, soprattutto, danno conto di come è andata a finire la stagione dell'avventura imprenditoriale degli enti pubblici. L'esperienza peggiore è stata probabilmente quella della società Terme di Fogliano perché l'attività sottesa non è mai partita e, in più, col fallimento è stato messo in bilico il patrimonio della società, l'unico bene di pregio, ossia i terreni. Come si sa è tuttora in corso una difficile battaglia giudiziaria per ottenere l'annullamento della sentenza di fallimento, impugnata in Appello dal Comune-socio. Un procedimento che ha avuto una sua appendice velenosa poiché l'ente ha chiesto e ottenuto la revoca per ricusazione dei due consulenti tecnici d'ufficio, ossia Maria Cristina Ciampi e Vladimiro Macera, sostituiti con l'ingegnere Emanuele Ciampi. Una sostituzione che nasce dalle eccezioni sollevate proprio sulla stima dei terreni e che resta una ferita nei rapporti tra le parti di quello che è uno dei processi più importanti in essere sui beni comuni della città. Da qualche giorno nello stesso procedimento l'amministrazione ha indicato un suo consulente di parte, l'architetto Tommaso Agnoni, Presidente della Fondazione Caetani, cui è stato dato l'incarico di attribuire «valore di mercato ai pozzi di captazione acque termali e Stima degli immobili della Società Terme di Fogliano Spa».

Il secondo «bubbone partecipate» riguarda la Latina Ambiente, il cui Fallimento sta recuperando circa 16 milioni di euro di crediti, in larga misura a valere sull'ente socio per forniture extra rispetto al contratto di servizio che ha legato il Comune alla società per oltre venti anni.