Quantificazione del canone di occupazione, regolarizzazione del pregresso e valorizzazione del patrimonio comunale. Sono tre obiettivi ora possibili anche nella vicenda della sede di via Monti Lepini utilizzata dall'Azienda dei Beni Comuni Abc per la gestione dei rifiuti urbani per conto del Comune, fino ad oggi senza corrispettivo all'ente di Piazza del Popolo.

La giunta comunale ha approvato l'indirizzo per un contratto di affitto, a tre anni di distanza dalla nascita della società avvenuta l'1 gennaio 2018, un passaggio atteso che era stato ricordato anche dalle opposizioni giusto nell'ultimo consiglio comunale di febbraio 2020. Nell'atto si quantifica il canone annuo, 143mila euro e si stabilisce una indennità per gli anni precedenti in cui Abc ha occupato la sede, di 231.424 euro. Nell'atto "di conduzione della porzione di complesso immobiliare in cui opera la società in via dei Monti Lepini si spiega che si è "convenuto di richiedere il canone di occupazione a partire dal 01.01.2018, in base ai valori previsti dalla stima del Servizio Patrimonio elaborato già nel corso 2019, al netto dell'area di proprietà comunale adibito ad isola ecologica, in quanto tale spazio è gestito dall'Azienda Speciale per conto dell'Ente: lo stesso sarà pertanto assegnato al Servizio Ambiente per le proprie specifiche destinazioni". Dunque resta del Comune la porzione dell'isola ecologica.

Nel documento si spiega anche che in più occasione la dirigenza dell'Azienda ABC ha rappresentato la necessità di interventi di straordinaria e manutenzione sul complesso immobiliare oltre che sulle aree adiacenti di proprietà comunale. L'amministrazione ha ritenuto di dover regolarizzare i rapporti con l'azienda attraverso questa operazione patrimoniale e la sottoscrizione di un contratto che regoli i rapporti inerenti l'uso dell'immobile comunale. Nell'atto è spiegato anche perché anche una società del Comune debba pagare per l'affitto di locali nei quali opera per conto di chi gli ha affidato questo compito. La società «è ente di diritto pubblico diverso dal Comune, da cui dipende funzionalmente, e rientra tra enti la cui attività, pur se votata al perseguimento di un interesse pubblico, ha per oggetto l'esercizio di impresa. Dunque non ci sono quindi deroghe normative per la non assoggettabilità di oneri di concessione verso il Comune nella frazione di beni». C'è da dire che le somme per l'affitto erano già state appostate ed erano regolarmente presenti nel Pef quindi non andranno a incidere sulla Tari. Tari che però rischia di salire per altre ragioni, come la mancata partenza del porta a porta. Il servizio, previsto nel 2019 e poi slittato a ottobre 2020, è ancora una chimera a inizio 2021.