Il primo effetto pratico del «no» dell'Agcm ad una proroga automatica delle concessioni per gli stabilimenti balneari sembra essere quello di una battaglia giudiziaria annunciata. Era in qualche modo prevedibile visto che il parere emesso dall'Autorità su specifica richiesta del Comune di Latina non lascia alcun margine e mette una serie di paletti. Il primo: l'ente deve assicurare la concorrenza nell'accesso alla gestione di beni comuni, quali sono le spiagge; il secondo: se non garantisce la libera concorrenza fa un danno economico in primis a se stessa e poi alla pluralità degli operatori che intendono accedere a quella gestione. Messa così è una strada senza alternative, eppure i circa 300 titolari attuali delle concessioni balneari di tutta la provincia di Latina sono pronti ad un braccio di ferro senza precedenti pur di avere il rinnovo delle concessione in modo automatico fino al 2033. Per quanto la risposta il quesito non valga per gli altri Comuni è evidente che essa rappresenta un importante precedente per impugnare le proroghe anche in altre città. E d'altro canto gli attuali gestori stanno già tirando giù le sentenze amministrative di altre città della costa per impugnare a loro volta un eventuale bando per la selezione pubblica dei gestori. Se ci si sofferma sul caso Latina sono utili le vicende accadute negli ultimi anni. Il bando di assegnazione dei chioschi stagionali fu sfortunatissimo e complesso poiché uno degli stalli è rimasto persino vuoto. Le regole sulla stagionalità degli stabilimenti hanno tenuto banco per mesi con una raffica di impugnazioni. Ed è in questo contesto che si è inserita la direttiva europea che impone di fare una gara pubblica per l'affidamento degli spazi demaniali marittimi, procedura inderogabile e non più rinviabile, nemmeno con legge nazionale. Ciò nonostante il percorso che si profila d'ora in avanti è pieno di ostacoli e tutti di natura giudiziaria, non potendo a questo punto l'amministrazione far finta che il parere di Agcm, da essa stessa sollecitato, non esista o si possa in qualche modo superare. Va detto che il bando pubblico renderebbe finalmente trasparenti tutti i canoni che dovranno essere posti alla base della selezione delle offerte, un elemento non trascurabile se si considera che fino ad oggi le concessioni balneari hanno avuto un costo del tutto fuori mercato.