Più che di un caso anomalo si tratta di una vera e propria discriminazione quella che riguarda una particolare categoria, rimasta esclusa dai ristori previsti dal Governo per aiutare le attività in difficoltà a causa dell'emergenza Covid. Stiamo parlando delle agenzie di viaggio di nuova apertura, che hanno avviato la loro attività tra il 2019 e il 2020 e di conseguenza non possono avere ristori in quanto non hanno un fatturato relativo al 2019 al quale poter fare riferimento.

In questa situazione si trovano circa 500 agenzie di viaggio di tutto il Paese, che martedì hanno deciso di manifestare in piazza del Popolo, a Roma. Tra loro c'era anche Jessica Smorgon, ragazza del capoluogo che dopo tanti anni passati nel settore come dipendente, a marzo scorso ha deciso di mettersi in proprio aprendo una sua attività. «Siamo in una situazione che non ci permette di lavorare e, per giunta, continuano a mandarci tasse - ci ha raccontato Jessica, titolare dell'agenzia Maeva Travel e rappresentante del coordinamento che comprende le 500 agenzie italiane di nuova apertura - Siamo rimasti esclusi dai ristori così come dagli aiuti previsti dal MiBact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, ndr).

Non avendo fatturato da dimostrare non rientriamo nel piano dei fondi messi a disposizione per il turismo a differenza delle attività con più anni di lavoro alle spalle. Penso che sia un'assurdità, e parlo naturalmente a nome anche di tutti coloro che in Italia si trovano nella mia stessa situazione. E' difficile oggi sostenere le spese dell'attività senza lavorare. E sempre per un discorso storico non rientriamo tra i beneficiari dei fondi previsti dal Lazio Ristori Irap. Finora abbiamo ricevuto soltanto gli aiuti previsti per le partite Iva, mille per le individuali e duemila per le societarie. Insomma, abbiamo passato un anno senza aiuti statali. Adesso vogliamo essere ascoltati e pretendiamo che venga trovata una soluzione, altrimenti passeremo alle vie legali per discriminazione».