Come la tela di Penelope, la trama sulla ridefinizione del ciclo integrato dei rifiuti nel territorio pontino viene filata di giorno e sfilata di notte. Una modalità operativa che sembra diventata costitutiva del dna gestionale dell'amministrazione provinciale, come pare di capire dall'esito della seduta del Consiglio provinciale straordinario di ieri mattina che aveva all'ordine del giorno l'approvazione di una proposta di delibera a sostegno della bonifica dei siti della discarica di Borgo Montello e della ex cava di La Cogna ad Aprilia, senza che tali interventi prevedano la realizzazione di invasi per il deposito di rifiuti, e per disporre la definitiva chiusura di entrambi i siti.
E ieri, mentre la discussione, resa complicata dalla modalità mista, parte in presenza e parte on line, era già a buon punto, il Presidente dell'assemblea Carlo Medici annunciava ai partecipanti che non essendo stato trasmesso ai consiglieri provinciali il testo del documento, si rendeva opportuno rinviare il voto di approvazione alla data di venerdì prossimo 22 gennaio.

«L'esigenza strategica della nostra provincia è che la Regione accolga le nostre istanze e favorisca così il nostro percorso verso l'autonomia, consentendoci di porre la parola fine all'emergenza in materia di rifiuti», ha detto la rappresentante delle Civiche pontine Rita Palombi. Dopo di lei sono intervenuti anche i consiglieri regionali Gaia Pernarella per il Movimento 5 stelle, Enrico Forte e Salvatore La Penna per il Partito democratico, tutti allineati sulla necessità di raggiungere l'autonomia del ciclo dei rifiuti in ambito territoriale locale attraverso la dotazione di impianti capaci di soddisfare l'intero fabbisogno provinciale.
«Bisogna fare in fretta per chiudere il cerchio con l'individuazione dei siti dove collocare gli impianti che servono - ha spiegato Forte - Ci sono 10 milioni a disposizione in Regione, e altri 70 milioni della Comunità europea per la realizzazione dell'impiantistica di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo avviare subito le procedure per scongiurare il rischio che il Tar arrivi prima di noi con la nomina di un Commissario ad acta chiamato a decidere in nostra vece sulla localizzazione del ito idoneo ad ospitare i rifiuti inerti provenienti dal trattamento meccanico biologico».

Nessuno dei consiglieri regionali ha fatto cenno all'ordinanza pubblicata giusto ieri, con cui il Tar di Roma, vista l'inottemperanza della Regione Lazio, ha nominato il Direttore generale per i rifiuti del Ministero dell'Ambiente come Commissario affinché dia esecuzione entro il termine di 90 giorni alla sentenza con cui lo scorso anno lo stesso Tar aveva intimato alla Regione di individuare il sito dove dovranno essere convogliati gli scarti del Tmb. Lo sapevano e hanno taciuto? Non lo sapevano ancora? Non ne escono comunque benissimo, ma la sostanza non cambia. La nomina vanifica l'attività finora condotta dalla Provincia e dai sindaci pontini per individuare quel sito, e priva di efficacia la decisione che Carlo Medici ha annunciato per domani, mercoledì 20 gennaio.