La Metro, per Vincenzo Zaccheo era e resta un'opera valida e realizzabile. "Se fossi sindaco della città la porterei avanti fino alla morte, aggiornandola. Andrei a Roma a parlare con il ministro di competenza per cercare di trovare una soluzione al problema che non ho creato io e, molto probabilmente, vedrei se c'è un sistema migliorativo rispetto al precedente per avere un collegamento dalla stazione al mare". E' uno dei passaggi della conferenza stampa odierna tenuta dall'ex sindaco Vincenzo Zaccheo dopo la chiusura del procedimento legato al progetto Metrolatina, dove è stata dichiarata la prescrizione per i reati contestati.

Accompagnato dall'avvocato Leone Zeppieri, che lo ha difeso nel corso del processo, Vincenzo Zaccheo ha fatto il riassunto della vicenda, ribadendo come "la Metro era un progetto valido per una nuova idea di mobilità. Approvato dopo un emendamento unitario del Consiglio comunale e con finanziamento da 81 milioni da parte del Cipe". Per Zaccheo la chiusura di questa vicenda giudiziaria è anche l'occasione per tornare in pista, pure politicamente. "Anni fa Lega e Fratelli d'Italia mi hanno chiesto di candidarmi. Dovetti dire No, perché avevo queste vicende da chiarire. Io amo Latina e non potevo farle questo. Ora i giudici hanno ristabilito la verità. Ero un uomo ferito, mi stavano uccidendo. Devo dire grazie alla famiglia e agli amici che mi sono stati accanto".

E insomma, si ricandida? "Ora sto osservando e valuterò".