Il comitato dei sindaci per l'Ato dei rifiuti ha partorito la soluzione per l'individuazione del sito che dovrebbe ospitare la discarica per i rifiuti provenienti dal Tmb. Le aree prescelte sono due, una per la zona nord della provincia, nel territorio del comune di Latina, e l'altra per la zona sud nel comune di Fondi. In verità si tratta di una soluzione e mezza, perché mentre il sindaco Coletta ha dato la propria disponibilità per valutare la fattibilità di un impianto nell'area del consorzio industriale ai confini con i comuni di Pontinia e Sabaudia, in prossimità dello stabilimento Plasmon, il comune di Fondi si è detto contrario all'ipotesi di dover ospitare una discarica, ma gli altri sindaci hanno comunque votato per quella opzione. Dunque la scelta, oltre che in netto ritardo sui tempi di percorrenza, è arrivata anche malamente, senza condivisione e dunque al buio. Ed è la peggiore delle partenze per un gruppo di 33 comuni che ambisce al traguardo dell'autonomia gestionale del ciclo dei rifiuti in ambito provinciale. E poi, l'indicazione che doveva essere diretta alla Regione Lazio prima che il Tar si sostituisse alla volontà politica dei sindaci, a chi andrà indirizzata ora che c'è già un Commissario ad acta di nomina giudiziaria? La dottoressa Laura D'Aprile, direttore generale del settore rifiuti del Ministero dell'Ambiente, vorrà prendere in considerazione quella proposta?

Nella serata di martedì, con una replica ad una nota stampa di un consigliere regionale della Lega che accusava il governatore del Lazio dei ritardi con cui la provincia di Latina ha inteso rispondere alle diverse sollecitazioni sull'individuazione del sito per la discarica, la Regione Lazio ha sottolineato che «... la recente sentenza del Tar conferma che la Regione non ha competenza nella individuazione dei siti, né tantomeno nella realizzazione degli impianti, avocando al Ministero la responsabilità di indicare l'area dove verrà costruita la discarica di servizio dell'Ato di Latina».

Insomma, per non essere riusciti ad individuare da soli un sito per tutti, rischiamo di doverne sopportare tre nello stesso territorio. Non era davvero questo il risultato che ci si aspettava. Resta una sola possibilità per cercare di attutire il colpo: giocare d'anticipo sulla scadenza del 3 febbraio per proporre le osservazioni al progetto presentato per la discarica di La Cogna e girarle non soltanto alla Regione ma anche al Ministero per l'Ambiente, perché sappia, e con quello anche il Commissario ad acta nominato dal Tar. Si potrebbe partire da questo per cercare di creare l'Ato dell'unità degli intenti politici prima ancora che quello dei rifiuti.